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Addio a Renzo Vigna, la Valsessera saluta il suo sindacalista
Originario della frazione Viera di Coggiola, fu segretario provinciale della Filtea Cgil. Oggi l’ultimo saluto a Biella, tra tanti ricordi commossi.
È morto Renzo Vigna, 89 anni, storico sindacalista originario della frazione Viera di Coggiola, che aveva dedicato gran parte della propria vita alla difesa dei lavoratori. Oggi, martedì 3 novembre, l’ultimo saluto alla Casa funeraria Papale di Biella. La sua scomparsa ha suscitato particolare commozione in Valsessera, dove aveva mosso i primi passi dell’impegno sindacale e politico, diventando un punto di riferimento per il mondo operaio.
Negli ultimi tempi Vigna era stato ospite di una casa di riposo a Torino. Soltanto pochi giorni fa era stato trasferito a Trivero, ma le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate a causa di una patologia. Il decesso è poi sopraggiunto all’ospedale di Ponderano. La notizia della morte ha riportato alla memoria una stagione importante della storia operaia biellese, quando il sindacato rappresentava un punto di riferimento per migliaia di lavoratori del settore tessile.
L’uomo ha lasciato i figli Riccardo con Chiara, Roberta con Francesco, il nipote Andrea con Giada e la piccola Martina. Dopo la cerimonia funebre, il feretro è stato accompagnato al tempio crematorio.
Dalla Viera alle grandi battaglie dei lavoratori
A ricordare il percorso umano e sindacale di Vigna è Wilmer Ronzani, ex deputato che proprio dalle lotte operaie della Valsessera aveva iniziato la propria carriera politica. «È morto Renzo Vigna, un amico e un compagno a cui mi legavano, non solo stima e affetto, ma ricordi importanti». I due avevano condiviso gli anni delle grandi vertenze, quando le fabbriche tessili erano al centro della vita economica e sociale del territorio.
Partito dalla frazione Viera, Vigna aveva iniziato il proprio impegno sindacale a Coggiola e in Valsessera, diventando responsabile di zona dopo Ezio Porta. Successivamente era stato chiamato alla guida provinciale della Filtea Cgil, negli anni in cui il sindacato tessile esprimeva una grande forza. Un percorso costruito sul campo, a stretto contatto con gli operai e con le difficoltà quotidiane del mondo del lavoro.
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Ronzani: «Lui socialista, io comunista»
«Lui socialista, io comunista». Con queste poche parole Wilmer Ronzani racconta anche il clima politico di quegli anni, fatto di appartenenze differenti ma di obiettivi condivisi. Vigna si era formato nelle lotte degli anni Settanta, tra mobilitazioni contro i licenziamenti e iniziative per ottenere condizioni di lavoro migliori. Una stagione che avrebbe segnato profondamente entrambi, sul piano personale e politico.
«Anche Renzo era venuto dalla “gavetta” e, come molti di noi, si è formato e temprato nel vivo delle lotte degli anni ’70 contro i licenziamenti e per migliorare le condizioni e i diritti dei lavoratori», ricorda Ronzani. Di lui sottolinea soprattutto la coerenza e lo spirito unitario, insieme alla disponibilità al confronto. Il suo messaggio si conclude con un saluto semplice e affettuoso: «Buon viaggio, Renzo».
I compagni di lavoro ricordano un amico leale
Numerose anche le testimonianze affidate ai social da persone che avevano conosciuto Vigna durante la sua lunga attività sindacale. «Ho lavorato con Renzo, per tanto tempo, prima alla Filtea e poi allo Spi», scrive un ex collega. Il ricordo è quello di un uomo capace di affrontare scelte difficili senza compromettere i rapporti personali. «Tra di noi non c’è mai stato uno screzio», aggiunge, sottolineando il valore dell’amicizia costruita negli anni.
Un altro messaggio lo saluta come «un grande amico, e compagno di lotte per i diritti e dignità per i lavoratori». Parole che raccontano il legame profondo nato nelle battaglie sindacali, ma anche la stima rimasta intatta con il trascorrere del tempo. Soprattutto in Valsessera, dove Renzo aveva iniziato il proprio percorso, sono tanti i ricordi di una persona che aveva saputo lasciare il segno.
«Sei stato il mio mentore»: il ricordo più commosso
Particolarmente intenso il saluto di un amico che ripercorre gli anni del movimento operaio tra il 1968 e il 1976. «Addio Renzo… Una parte di me se n’è andata con te. Sei stato il mio mentore». Riaffiorano gli scioperi, le fabbriche ferme e le vertenze per il salario, le quaranta ore settimanali, lo stato sociale e le tutele per le donne in gravidanza. Battaglie che avevano accompagnato una stagione di grandi trasformazioni.
«Con te abbiamo vissuto le lotte operaie, gli scioperi, le fabbriche ferme, le vertenze per lo stato sociale, per il salario, per le 40 ore, per l’assistenza alle donne in gravidanza… e abbiamo portato a casa grandi risultati». Una vita di impegno che continua nei ricordi di chi l’ha conosciuto. E infine l’ultimo saluto: «Una grande amicizia ci ha legati e sarai per sempre nei miei pensieri».
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