AttualitàVarallo e alta Valsesia
Addio a Valère Novarina, drammaturgo con le radici in Valsesia
Il ricordo di Daniele Conserva, che ebbe modo di collaborare con lui.
Addio a Valère Novarina, drammaturgo con le radici in Valsesia. Il ricordo di Daniele Conserva, che ebbe modo di collaborare con lui.
Addio a Valère Novarina, drammaturgo con le radici in Valsesia
E’ morto il famoso drammaturgo svizzero Valère Novarina di origini valsesiane. A ricordarlo Daniele Conserva con cui collaborò: «Ci ha lasciato Valère Novarina, uomo di teatro di chiare origini valsesiane, membro della “Comédie française” che ha a lungo visitato la Valsesia sulle tracce dei suoi antenati, dopo che accettò un mio invito… Amico da anni vicino al culto degli emigranti valsesiani… un dolore si aggiunge al dolore, resterà nel cuore». Due anni fa era stato anche a Campertogno allo spettacolo “Uomini soli” di Conserva.
Novarina è morto in Francia il 16 gennaio, durante un ricovero all’ospedale di Neuilly-sur-Seine.
Uno stile tutto basato sulla parola
Le sue opere non presentano una qualsivoglia ambientazione, una trama, un intreccio, dei protagonisti o degli antagonisti, ma si basano esclusivamente sulla parola. Traboccano di giochi di parole e doppi sensi, tanto da non essere facilmente comprensibili e rappresentabili (il che costrinse Novarina a scriverne versioni ridotte).
Il suo esordio avvenne nel 1974 con L’atelier volant, opera ancora poco sperimentale, cui seguì nel 1976 Falstafe. A partire da “Il dramma della vita” del 1983 cominciò a inserire nelle sue opere elenchi lunghissimi di vocaboli e lemmi desueti o semplici neologismi da lui stesso inventati. L’apice della sua innovazione si ebbe con La carne dell’uomo (1994), incentrata su un pantagruelico banchetto al quale prendono parte seimila personaggi con nomi legati all’atto del mangiare.
Nel 2020, Valère Novarina ha vinto il Grand Prix de littérature Paul Morand.
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

