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Muore due mesi dopo il figlio: Varallo saluta Pia Toietti
Era la custode della biblioteca. L’affettuoso ricordo di Piera Mazzone.
Muore due mesi dopo il figlio: Varallo saluta Pia Toietti. Era la custode della biblioteca. L’affettuoso ricordo di Piera Mazzone.
Muore due mesi dopo il figlio: Varallo saluta Pia Toietti
A soli due mesi dalla perdita dell’amatissimo figlio, Varallo piange la scomparsa di Pia Toietti, vedova Furno Marchese, nata a Scopa il 30 maggio 1954 e morta il 15 gennaio. Un dolore troppo grande, che – come spesso si dice – le ha spezzato il cuore. Non solo in senso figurato.
«Quando si dice che un lutto può spezzare il cuore non è solo un’immagine – scrive Piera Mazzone, direttrice della biblioteca -. Un’esperienza di dolore profondo può avere effetti reali sulla salute fisica e mentale, manifestandosi con sintomi simili all’infarto: i cardiologi giapponesi l’hanno definita sindrome di Takotsubo o crepacuore».
Ricoverata in ospedale per accertamenti nella mattinata di giovedì scorso, Pia si è spenta in tarda serata. «Il suo cuore non ha retto». Dopo la morte del figlio Michele Furno non si era mai davvero ripresa: «Tra i dolori perdere un figlio certamente è quello più insopportabile, perché innaturale. Il suo sguardo era sempre altrove, si rianimava solo alla vista dei bambini».
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L’addio in Collegiata
La messa funebre è stata celebrata nella Collegiata di San Gaudenzio, il giorno successivo alla festa del santo patrono. Durante l’omelia, don Roberto Collarini ha ricordato le molte prove affrontate da Pia e ha invitato tutti a cercare la pace, indicando l’olivo accanto alla statua del Santo vescovo: «Questa fragile pianta, che fatica ad attecchire, ma poi è tenace e sviluppa radici e tronchi che possono diventare secolari, è un simbolo di quella forza che dà un senso alla vita».
In chiesa erano presenti numerose persone, il sindaco e alcuni membri dell’amministrazione comunale, il personale e i volontari della biblioteca, mentre le navate si riempivano delle note dell’organo suonato da Giacomo Gagliardini. Pia, infatti, è stata custode della biblioteca di Varallo per oltre un quarto di secolo. «In questi lunghi anni i suoi due figli erano cresciuti, il marito Mauro era scomparso, aveva avuto la gioia di un adorato nipotino» ricorda sempre Piera Mazzone.
Il diploma dal prefetto
Il ricordo torna a un momento più sereno: «Il 10 giugno 2025, anniversario del Millennio di Varallo, quando nel cortile d’onore della biblioteca, con tutti i volontari, ricevette un diploma consegnato dal p’refetto di Vercelli. Il suo sguardo era orgoglioso, si sentiva parte di quella grande istituzione culturale». Un luogo dove, si sottolinea, «chi lavora e chi offre il proprio tempo e le proprie competenze in modo gratuito e disinteressato, non è un numero, ma una persona, riconosciuta e valorizzata».
Amava i fiori e si prendeva cura con dedizione dei gerani della biblioteca, oltre a un piccolo giardino sul terrazzo di Palazzo Racchetti, vicino alla sua abitazione. Negli ultimi anni aveva trovato compagnia anche nel gatto Ulisse. Si circondava di poche amicizie fidate, ma «quel suo piccolo mondo era stato irreparabilmente infranto dalla prematura morte del figlio».
L’imaggio di Jacopo De Dominici
A ricordarla anche un gesto d’arte e di affetto: Jacopo De Dominici, giovane artista varallese, ha realizzato un delicato acquerello in sua memoria, donandolo alla biblioteca. «La signora Pia rimarrà in queste sale, cui ha dedicato le sue cure», ma soprattutto nel ricordo dei suoi affetti più cari: il figlio Christian, il fratello Giorgio, la cognata Fulvia, la cugina Adele e di tutte le persone che le hanno voluto bene e le sono state vicine.
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