AttualitàVarallo e alta Valsesia
Unione montana della Valsesia, tra i sindaci chiarimenti ma senza pace
Dopo la lettera di dieci amministratori, Pietrasanta guarda al cambio di presidenza del 6 dicembre. Intanto pesano i tagli regionali.
Giovedì 29 ottobre, al termine del consiglio dell’Unione montana della Valsesia, è tornata al centro del dibattito la lettera firmata da dieci sindaci e pubblicata nelle scorse settimane da Notizia Oggi. Il presidente Francesco Pietrasanta ha voluto rispondere alle osservazioni dei firmatari, affrontando punto per punto le questioni tecniche relative al funzionamento dell’ente.
Alla discussione hanno partecipato anche i sindaci firmatari che non siedono in consiglio con diritto di voto. Roberto Veggi, primo cittadino di Alagna Valsesia, è intervenuto in videoconferenza. Il confronto ha avuto anche momenti animati, soprattutto quando si è parlato di gestione economica, partecipazione alle sedute e progetti portati avanti dall’Unione.
Le divisioni politiche e la scadenza del 6 dicembre
«È stato un Consiglio utile e proficuo», ha commentato Pietrasanta, soddisfatto delle spiegazioni fornite e convinto della regolarità dell’azione amministrativa. I chiarimenti non hanno però superato le distanze politiche: alcuni amministratori hanno sostenuto che nell’Unione si faccia troppa politica, mentre restano opinioni differenti sul metodo di rappresentanza.
«Superati gli aspetti tecnici, sul tavolo rimane una questione puramente politica», ha aggiunto il presidente. Il 6 dicembre scadrà il suo mandato quinquennale e il consiglio dovrà individuare il successore. Prima di allora il confronto passerà dall’Assemblea dei sindaci, ritenuta da tutti la sede più adatta per cercare una sintesi e favorire un passaggio di consegne sereno.
Bilanci e programmi approvati senza voti contrari
Alla seduta del 29 ottobre erano presenti 27 aventi diritto su un totale di 29. Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati senza voti contrari, all’unanimità oppure con astensioni. Il Documento unico di programmazione 2027-2029 ha registrato tre astensioni della minoranza, mentre le variazioni al bilancio di previsione sono passate con quattro astenuti.
Approvato anche il bilancio consolidato 2025. Il consiglio ha inoltre affrontato il programma delle alienazioni di alcuni immobili, fornendo indirizzi per la vendita di “Stalla Valmaggiore” e “Casa Crevola”. Via libera anche alla designazione del rappresentante di Rimella. Un quadro di decisioni amministrative sul quale, a differenza del dibattito politico, non sono emersi voti contrari.
Fondo della montagna, arrivano tagli per 60mila euro
Fra le preoccupazioni per i prossimi mesi c’è il taglio regionale al Fondo della montagna, quantificato in circa il 10 per cento e legato alle esigenze della sanità piemontese. Per l’Unione valsesiana si traduce in circa 30mila euro in meno per il funzionamento e in un’ulteriore riduzione di 30mila euro per il personale, con possibili ripercussioni sulla gestione ordinaria.
Dopo i contatti con l’assessorato regionale alla montagna, è stata prospettata una modifica alle regole di utilizzo delle risorse. Il provvedimento, atteso entro l’inizio del 2027, permetterebbe di impiegare il fondo anche per la spesa corrente e per le diverse funzioni dell’ente. Una maggiore flessibilità che potrebbe attenuare gli effetti dei tagli, senza cancellarne l’impatto economico.
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