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Risò 2026 porta Vercelli nel mondo: tre giorni con più di 150 eventi
Dall’11 al 13 settembre istituzioni, produttori, chef, cultura e spettacoli celebrano il territorio risicolo. Attesi Giorgia Meloni e ospiti internazionali.
Vercelli e il suo territorio tornano alla ribalta internazionale da venerdì 11 a domenica 13 settembre con la seconda edizione di Risò, il Festival internazionale del riso promosso da Provincia di Vercelli, Comune di Vercelli ed Ente nazionale risi. Tre giornate che porteranno in città oltre 150 appuntamenti e che vedranno la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, produttori, esperti e operatori della filiera.
Tra le presenze di maggiore rilievo è annunciata quella del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attesa venerdì dalle 11. Sono inoltre previsti i vertici della Fao e una quindicina di ministri italiani e ospiti europei. Una dimensione istituzionale che conferma l’ambizione della manifestazione di trasformare Vercelli in un punto d’incontro internazionale dedicato al riso e alle sfide che attendono il settore.
Un programma da oltre 150 appuntamenti
Rispetto alla prima edizione, Risò 2026 si presenta con un calendario notevolmente potenziato. Il programma comprende circa 150 eventi concentrati soprattutto nelle tre giornate del festival, ai quali si aggiungono iniziative collaterali prima e dopo il fine settimana. Alla costruzione del cartellone hanno collaborato associazioni, aziende, università, ordini professionali, istituzioni e numerose realtà del territorio. Tutte le informazioni QUI.
Il festival toccherà così molte anime diverse del mondo del riso: dall’agricoltura alla gastronomia, dalla storia all’innovazione, passando per arte, cultura, turismo e spettacolo. Tra le principali proposte ci saranno:
- incontri e convegni con esperti italiani e internazionali;
- degustazioni, presentazioni e show cooking;
- mostre artistiche, storiche e documentarie;
- tour alla scoperta delle risaie e del patrimonio vercellese;
- iniziative di Risò Off e Risò Night;
- eventi sportivi e progetti solidali;
- attività dedicate alla filiera e agli operatori;
- appuntamenti organizzati nei comuni del territorio.
Il Village cuore della manifestazione
Uno dei punti nevralgici sarà ancora una volta il Village di piazza Antico Ospedale, aperto a ingresso libero nelle tre giornate dalle 10 alle 20, con accesso principale da via Galileo Ferraris. Dalle 20 alle 23 sarà invece possibile entrare da via Viotti per raggiungere l’area food. Tre i padiglioni principali: Istituzionale e Filiera, Produttori e Food.
L’area Istituzionale e Filiera sarà soprattutto luogo d’incontro per operatori, enti e associazioni del comparto agricolo. Il padiglione Produttori rappresenterà invece il cuore fieristico dell’evento, con una quarantina di realtà presenti, tra le quali importanti aziende del settore risicolo. Il programma prevede numerose presentazioni, degustazioni e iniziative rivolte direttamente al pubblico.
Degustazioni e show cooking, la grande novità
Proprio l’offerta gastronomica sarà una delle novità più evidenti rispetto all’edizione 2025. Degustazioni, incontri e show cooking saranno distribuiti tra mattina e pomeriggio nel padiglione Produttori, offrendo ai visitatori molte più occasioni per conoscere il riso non soltanto come prodotto agricolo, ma anche come protagonista della cucina.
Dopo il successo della prima edizione, il settore si è infatti allargato con l’ingresso di riserie, produttori, ristoranti e operatori che non avevano partecipato nel 2025. Il festival diventa così anche una grande vetrina delle diverse interpretazioni gastronomiche del riso italiano, con un rapporto sempre più stretto tra chi lo coltiva, chi lo trasforma e chi lo porta in tavola.
Ernst Knam ospite d’onore
Il grande nome della giornata conclusiva sarà Ernst Knam, chef e maître chocolatier tedesco da molti anni protagonista della pasticceria italiana e noto anche al grande pubblico per le sue apparizioni televisive. Knam sarà al padiglione Produttori domenica 13 settembre dalle 19.
Lo chef parteciperà anche alla grande finale del Trofeo d’la Panissa, promosso dai Borghi delle vie d’acqua. Le eliminatorie della competizione hanno accompagnato alcune delle principali sagre estive del Vercellese e la sfida conclusiva troverà così spazio all’interno del festival, celebrando uno dei piatti che maggiormente identificano la tradizione gastronomica locale.
I grandi temi del futuro della risicoltura
Un ruolo centrale sarà affidato ai talk ospitati nel salone Dugentesco. Gli incontri affronteranno questioni decisive per il futuro del comparto: dalla crisi idrica alle difficoltà dei mercati, dall’innovazione alle nuove sfide commerciali, fino alla tutela del made in Italy. Si parlerà anche di meccanizzazione, biodiversità, paesaggio, alimentazione, ricerca e nuove rotte della risicoltura.
Uno spazio specifico sarà dedicato al futuro del riso in Europa e ai mercati mondiali. Tra gli appuntamenti è previsto anche un incontro promosso dal Comitato europeo delle regioni con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida. Il programma annuncia relatori di livello internazionale.
Tre anniversari raccontano la storia
Risò sarà anche un’occasione per guardare indietro e raccontare alcuni passaggi fondamentali della storia economica e sociale delle risaie. Tre gli anniversari che troveranno particolare spazio: i 160 anni del Canale Cavour, i 120 anni dalla conquista delle otto ore lavorative in risaia e gli 80 anni della varietà Arborio.
Il Canale Cavour sarà al centro di un approfondimento curato da Ovest Sesia, mentre l’Università del Piemonte Orientale si occuperà del percorso dedicato alla conquista delle otto ore, una battaglia nata nelle campagne risicole e poi estesa al mondo del lavoro. All’Ente nazionale risi sarà invece affidato il racconto degli ottant’anni dell’Arborio.
Otto mostre tra arte, storia e risaia
Ricchissima anche la parte espositiva, con otto mostre. “160 anni del Canale Cavour” racconterà la grande opera che ha trasformato il territorio, mentre “80 anni del riso Arborio” sarà dedicata a una delle varietà più conosciute. “Riflessi di riso” esplorerà il rapporto tra l’ambiente della risaia e l’uomo, mentre “La risicoltura in Italia: il racconto” avrà un’impostazione storica e documentale.
Sul versante artistico troveranno spazio “Rapsodia della risaia”, ciclo di 40 opere di Enzo Gazzone, e la personale di Angela Petrini “Il riso, pane dell’anima”, con acquerelli botanici dedicati al riso e alle piante di risaia. Quest’ultima sarà allestita nell’ex chiesa di San Pietro Martire.
Un racconto destinato a viaggiare nel mondo
Tra le iniziative spicca inoltre “The World of Italian Rice”, progetto del Ministero degli affari esteri: un percorso multimediale pensato per raccontare il mondo delle risaie italiane. Dopo Risò, il progetto sarà messo a disposizione delle sedi diplomatiche e potrà diventare una mostra itinerante internazionale.
L’intento è utilizzare immagini e contenuti multimediali per presentare fuori dai confini nazionali non soltanto un prodotto simbolo dell’agricoltura italiana, ma l’intero sistema che gli ruota attorno: paesaggi, cultura, tecniche produttive e territori. Una vetrina che si inserisce nella dimensione internazionale cercata dal festival.
Sette tour alla scoperta del territorio
Risò non rimarrà confinato nel centro di Vercelli. Sono infatti previsti sette tour, curati da Travel Lab e prenotabili attraverso il portale del festival, che accompagneranno i visitatori alla scoperta del patrimonio artistico, storico e agricolo della provincia.
Tra gli itinerari figurano “Vercelli e i suoi tesori nascosti”, “Vercelli fra acqua, arte, storia e leggenda”, “L’arte di coltivare, coltivare l’arte”, “Tra acqua ed oro” e “Alla scoperta della Baraggia Vercellese”. Quest’ultimo condurrà i partecipanti tra torri, castelli e coltivazioni Dop, mentre altri percorsi entreranno nel cuore dei paesaggi di risaia.
Un gigantesco disegno realizzato nel riso
Una delle attrazioni più curiose sarà legata al percorso “Riso 360°”, novità di questa seconda edizione costruita intorno agli anniversari celebrati dal festival. Tra i luoghi visitabili ci sarà anche un “risegno” realizzato dall’Ente nazionale risi per festeggiare gli ottant’anni dell’Arborio.
Si tratta di una grande opera grafica creata direttamente in campo utilizzando differenti varietà di riso. Le dimensioni sono imponenti: 120 metri per 62, tanto da essere presentata come la più grande opera di land art mai realizzata in Italia. Un’immagine destinata a diventare uno dei simboli più spettacolari dell’edizione 2026.
Risò Night accende Vercelli
Il festival continuerà anche dopo il tramonto. Tra gli appuntamenti più attesi c’è la Risò Night di sabato 12 settembre, la notte bianca proposta da Ascom. A questa si aggiungeranno decine di iniziative inserite nel calendario di Risò Off, trasformando l’intero fine settimana in una manifestazione diffusa.
A Vercelli saranno coinvolti anche i musei Borgogna, Leone e Tesoro del Duomo, con visite e appuntamenti dedicati. Sono inoltre previsti uno spettacolo del Teatro di Dioniso e il progetto “Attorno ad un tavolo” di Studiodieci, che proporrà dibattiti, lezioni e incontri anche con la collaborazione degli studenti del liceo artistico Alciati.
Solidarietà, sport e partecipazione
Accanto agli appuntamenti culturali ci sarà spazio per la solidarietà. In occasione della mostra di Angela Petrini a San Pietro Martire sarà presentato un progetto sostenuto dall’Ente nazionale risi che coinvolge il laboratorio Brein di Diapsi Vercelli, autore di una linea di prodotti sartoriali ispirati alle opere dell’artista.
Non mancherà lo sport. Tra le iniziative sono annunciati il Risò Bike Tour, curato dall’Ente di gestione delle aree protette del Po piemontese, un torneo di padel organizzato da Coni e Fondazione Marazzato a favore della Fondazione Veronesi e un torneo internazionale di calcio giovanile a Trino.
Il festival arriva anche fuori città
La manifestazione punta inoltre a coinvolgere direttamente il territorio. Tra le novità spicca Rive, dove sarà proposto un vero e proprio festival dedicato alle eccellenze locali e ad alcune esperienze che caratterizzano il paese, come i murales.
Si confermano anche gli appuntamenti di Asigliano e Rovasenda. In quest’ultima località castello e borgo offriranno lo scenario per una serie di iniziative in chiave medievale. L’obiettivo è allargare Risò oltre il capoluogo e trasformarlo in una manifestazione capace di raccontare l’intero territorio vercellese.
Anche le scuole protagoniste
Una parte importante dell’organizzazione coinvolgerà infine gli studenti. Nell’accoglienza al Village saranno impegnati ragazzi e ragazze dell’istituto Cavour, dell’istituto Lanino e dell’istituto Galileo Ferraris, del quale fa parte anche l’Alberghiero di Trino.
Il corso di moda dell’istituto Lombardi sarà invece protagonista di un’iniziativa particolare: una sfilata a tema pensata appositamente per Risò. Anche il mondo della scuola entrerà così nel grande racconto del festival, affiancando istituzioni, aziende, associazioni e operatori nella costruzione dell’evento.
Tre giorni per raccontare l’identità del Vercellese
Risò 2026 nasce dall’impegno di Provincia di Vercelli, Comune di Vercelli ed Ente nazionale risi, con la collaborazione del Ministero dell’agricoltura e il sostegno di numerose istituzioni, fondazioni, enti e aziende. Una rete molto più ampia rispetto a quella di una semplice manifestazione gastronomica.
Dall’arrivo di Giorgia Meloni ai grandi confronti internazionali, dagli show cooking alle mostre, dai paesaggi di risaia alla notte bianca, il filo conduttore rimane infatti lo stesso: raccontare il riso attraverso il territorio che ne ha fatto uno dei propri simboli più riconoscibili, mettendo insieme storia, presente e nuove sfide della risicoltura.
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