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Massimo Giletti apre l’album di famiglia: da Hemingway alle radici nelle sue valli
Nella nuova trasmissione di Rai Cultura emergono incontri sorprendenti, lettere, vicende industriali e ricordi legati a genitori, nonni e antenati.
La storia della famiglia di Massimo Giletti è stata protagonista della prima puntata di “Le cose che non sai”, il nuovo programma di Rai Cultura condotto da Eleonora Daniele. Sei appuntamenti pensati per raccontare personaggi conosciuti dal pubblico partendo non dalla loro carriera, ma dalle origini, dai ricordi tramandati e dalle vicende vissute dalle generazioni precedenti.
Per Giletti è stato un viaggio personale tra Torino, la storia dell’azienda di famiglia e quelle valli alle quali continua a sentirsi profondamente legato. «Vivo a Roma da tanti anni, le mie radici sono in quelle valli. Anche per me è emozionante scoprire alcuni dettagli», ha raccontato il giornalista durante la trasmissione.
Il padre Emilio e il legame fortissimo con la madre
Tra i primi ricordi sono emerse le figure dei genitori. Del padre Emilio, Giletti ha raccontato un rapporto non sempre semplice. «Mio padre decise di far crescere i suoi figli in città a Torino. Era un rapporto complesso. Poi sono finito a lavorare in azienda. Era una presenza che ritengo fondamentale, perché non è la quantità del rapporto temporale, è quello che succede nei momenti in cui ti incontri».
Parole particolarmente affettuose sono state dedicate alla madre Giuliana Braga. «Se oggi sono quello che sono lo devo a lei. Mi ha insegnato ad avere dei valori, a non cedere mai ai compromessi. Io in lei trovo molto di me». Giletti ha anche ricordato un curioso incontro della madre con Pablo Picasso a Cannes, dal quale nacque il regalo di un disegno realizzato sul biglietto da visita di un ristorante.
L’asilo realizzato dalla famiglia Giletti a Ponzone
La nonna Bianca Maria e la storia con Hemingway
Uno dei passaggi più sorprendenti ha riguardato Bianca Maria Bellia, nonna paterna di Massimo Giletti. Durante una convalescenza a Stresa avrebbe conosciuto Ernest Hemingway, arrivato in Italia durante la Prima guerra mondiale. Tra i due sarebbe nato un rapporto destinato a proseguire anche negli anni attraverso una corrispondenza epistolare.
«Ero in Grecia a 18 anni e scoprii, leggendo La Stampa, una storia d’amore tra mia nonna ed Hemingway. Questa storia l’aveva tenuta nascosta. Il rapporto epistolare andò avanti per anni». Tra gli antenati è emerso anche il prozio Pietro Gregorini, uno dei primi aviatori italiani e legato da un rapporto di amicizia con Gabriele D’Annunzio, documentato da alcune lettere.
Oreste Giletti, la fabbrica e gli operai
Ampio spazio è stato dedicato anche al nonno Oreste Giletti. «Nonno Oreste non l’ho conosciuto – ha spiegato il giornalista -. Mia madre ha avuto un grande rapporto con lui, che era suo suocero». Nel 1929 l’azienda di famiglia contava circa mille dipendenti, ma dovette affrontare una durissima crisi economica e un’alluvione che provocò pesantissimi danni allo stabilimento.
Durante la trasmissione è stata mostrata una lettera degli operai indirizzata a Benito Mussolini, nella quale veniva descritta la situazione dell’impresa e sottolineato l’impegno di Oreste Giletti nel garantire lavoro e stipendi anche dopo l’alluvione. L’imprenditore aveva creato anche una cassa mutua, una mensa e abitazioni che i dipendenti potevano acquistare gradualmente.
«Nella mia famiglia trovo molta passione»
«Lui fece costruire le case e gli operai riuscirono a pagarle – ha ricordato Giletti -. Era un’Italia che cresceva. Oggi gli industriali fanno finanza e non investono e questo è il limite della nostra industria». Il racconto ha toccato anche il rapporto della nonna con donna Rachele Mussolini, aiutata dalla famiglia Giletti dopo la caduta del regime fascista.
«Mia nonna e nonno Oreste erano una famiglia molto generosa. Io so che mia nonna ha aiutato molto donna Rachele quando rimase sola senza potere. Erano molto legate». Infine una riflessione sul filo che unisce passato e presente: «Io tengo il passato ma guardo sempre avanti. Se ti lasci abbattere dalla tempesta è finita. Ho sempre odiato l’apatia e l’aridità. E nella storia della mia famiglia trovo molta passione».
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