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Sessant’anni di sangue donato e vite aiutate: grande festa per l’Avis di Coggiola

Donatori, autorità e associazioni hanno celebrato lo storico traguardo con sfilata, messa, premiazioni e due nuove panchine dedicate alla solidarietà.

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L’Avis comunale di Coggiola ha festeggiato domenica i sessant’anni dalla fondazione con una grande cerimonia che ha riunito donatori, cittadini, autorità, sezioni amiche e infermiere del centro trasfusionale. Una giornata pensata per ricordare il lungo cammino dell’associazione e soprattutto il valore di un gesto semplice, ma fondamentale, come la donazione del sangue.

Alla festa hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni del territorio, oltre ai carabinieri. Presenti la vice sindaco Laura Speranza, il sindaco di Portula Fabrizio Calcia Ros e il sindaco di Coggiola Paolo Setti. L’intera comunità si è stretta attorno ai volontari e ai donatori, protagonisti di una storia lunga ormai sei decenni.

Il grazie a chi ha costruito l’associazione

Durante gli interventi sono arrivati numerosi ringraziamenti per il lavoro portato avanti dall’Avis di Coggiola. Speranza, Calcia Ros, Setti e il presidente dell’Avis regionale hanno ricordato l’importanza della presenza dell’associazione sul territorio, sottolineando il valore delle persone che negli anni hanno donato sangue e dedicato tempo alla sensibilizzazione.

Il presidente della sezione, Marco Vivoli, ha ringraziato a sua volta tutti i presenti, i donatori e i presidenti che lo hanno preceduto. Un pensiero è andato anche a quanti hanno contribuito a far crescere il sodalizio. Particolare attenzione è stata riservata all’attività nelle scuole, fondamentale per trasmettere alle nuove generazioni la cultura della donazione.

Sfilata, messa e riconoscimenti ai donatori

La giornata di festa è stata scandita dalla sfilata accompagnata dal corpo musicale di Coggiola e dalla celebrazione della messa nella chiesa di San Giorgio, officiata dal parroco don Carlo Borrione. Uno dei momenti più attesi è stato quello dedicato alla premiazione dei soci benemeriti, ai quali sono stati consegnati i distintivi per il traguardo raggiunto con le proprie donazioni.

I riconoscimenti più prestigiosi sono andati a Cristina Aimone Ceschin, Claudio Galfione Lomo e Valeria Lentini, premiati con il distintivo in oro con smeraldo. Quello in oro con rubino è stato consegnato a Paola Carollo, Roberta Colpo e Marco Vivoli. Numerosi altri donatori hanno ricevuto distintivi in oro, argento dorato, argento e rame.

Due panchine per raccontare il valore del dono

La festa si è spostata anche a Portula, dove nella piazza del capoluogo sono state inaugurate due panchine restaurate nei colori rosso e giallo, simboli del sangue e del plasma. Le due sedute diventano così un richiamo permanente alla donazione, inserito in uno spazio quotidianamente frequentato dalla comunità.

Sulle panchine è stato inoltre collocato un codice Qr attraverso il quale sarà possibile ottenere informazioni sulla donazione del sangue. Un modo semplice per trasformare un elemento urbano in uno strumento di sensibilizzazione, avvicinando nuove persone all’attività dell’Avis e ricordando quanto ogni singolo donatore possa fare la differenza.

Un pranzo per chiudere una giornata speciale

Conclusi i momenti ufficiali, i partecipanti si sono ritrovati nel salone dell’asilo di Matrice per il pranzo comunitario. Madrina dell’evento è stata la giovane Giulia Tallon. La giornata ha così unito celebrazione, riconoscenza e convivialità, confermando quanto l’Avis di Coggiola sia radicata nella vita della comunità.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Ezio Vigna, che ha concluso la propria attività di donatore. Il sessantesimo anniversario non è stato però soltanto uno sguardo al passato: la sfida ora è continuare a coinvolgere nuovi donatori, portando avanti una storia iniziata sessant’anni fa e ancora essenziale per il territorio.

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