CronacaFuori zona
Gioielli nascosti nel camper, condannato un 48enne di Carpignano
I carabinieri hanno trovato i preziosi in un vano ricavato accanto alla porta. In aula la difesa ne ha contestato la provenienza illecita.
Un uomo di 48 anni domiciliato a Carpignano Sesia è stato condannato a sei mesi di reclusione per ricettazione dopo il ritrovamento di alcuni gioielli nel suo camper. La scoperta è avvenuta durante un controllo dei carabinieri, che hanno perquisito il veicolo. I preziosi erano custoditi in un’intercapedine accanto alla porta d’ingresso, al riparo da sguardi indiscreti.
Nel corso della perquisizione, i militari hanno notato un’anomalia nella struttura della porta. Un incavo, apparentemente modificato per nascondere oggetti, conteneva diversi gioielli in oro e pietre preziose. Il ritrovamento ha fatto sorgere il sospetto che i monili provenissero da furti in abitazione avvenuti sul territorio. La vicenda è poi arrivata davanti al giudice con l’accusa di ricettazione.
La contestazione della difesa
Durante il processo, i legali del 48enne hanno chiesto l’assoluzione, contestando gli elementi portati a sostegno dell’accusa. In particolare, hanno messo in dubbio l’attendibilità del riconoscimento dei gioielli da parte delle persone che li avevano indicati come propri. Secondo la difesa, si trattava di monili comuni, dalla fattura commerciale e quindi difficili da identificare con certezza.
A sostenere la versione dell’imputato è intervenuta anche la convivente. La donna ha affermato che i preziosi appartenevano legittimamente a lei e che li aveva ricevuti in eredità dalla madre e dalla sorella, entrambe decedute. Per documentare il suo racconto ha presentato alcune fotografie nelle quali, a suo dire, le due donne indossavano i gioielli trovati nel camper.
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La sentenza
Al termine del dibattimento, il giudice ha pronunciato una condanna a sei mesi di reclusione per ricettazione. La richiesta di assoluzione non è stata accolta. Al centro del processo sono rimasti i gioielli scoperti nel vano accanto alla porta del camper e la contestazione della loro provenienza, sulla quale accusa e difesa hanno sostenuto ricostruzioni diverse.
Foto d’archivio
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