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Marino Rabolini, la montagna non lo dimentica: una targa sulle vette dove è scomparso
Una quarantina di persone ha partecipato alla commemorazione organizzata in alta Valsessera dal Cai. Tra loro anche i nipoti Emma e Matte.
Una quarantina di persone si è ritrovata domenica 4 ottobre sulle montagne della Valsessera per ricordare Marino Rabolini, l’escursionista scomparso nel luglio 2025 durante un’uscita sul monte Cravile. La cerimonia commemorativa, promossa dal Cai di Borgosesia insieme alla sezione di Varallo, ha portato amici, volontari e familiari lungo i sentieri che l’uomo aveva percorso e amato per tanti anni.
Originario di Legnano, Rabolini era un esperto frequentatore delle montagne biellesi e valsesiane. La sua scomparsa aveva suscitato grande apprensione, dando il via a imponenti ricerche che purtroppo non avevano portato a ritrovarlo. Da quel giorno il suo ricordo è rimasto vivo tra gli amici e i soci del Cai, che hanno voluto dedicargli un momento speciale di raccoglimento.

Quaranta persone sui sentieri che amava
Alla commemorazione hanno preso parte circa quaranta persone, tra soci del Cai, il presidente Riccardo Sotgiu, alcuni consiglieri e i volontari della Commissione segnaletica. Proprio a questo gruppo Marino aveva dedicato tempo ed energie con grande generosità, partecipando attivamente a oltre un centinaio di uscite per la manutenzione e la cura dei sentieri di montagna.
Il gruppo ha raggiunto la cima del Bonom, ripercorrendo l’itinerario affrontato da Rabolini durante la sua ultima escursione. Un cammino carico di ricordi, emozione e amicizia, reso ancora più significativo dalla presenza dei nipoti Emma e Matteo. I due hanno voluto condividere con gli amici dello zio questo momento di memoria e vicinanza, tra le montagne alle quali era profondamente legato.
Una targa sulla montagna per non dimenticare
Nei pressi della sommità è stata posata una targa commemorativa dedicata a Marino Rabolini, un segno destinato a custodirne il ricordo nel paesaggio che tanto amava. Un gesto semplice ma dal profondo significato, per rendere omaggio non soltanto all’escursionista esperto e appassionato, ma anche all’amico sempre disponibile a mettere le proprie capacità al servizio degli altri.
Il suo contributo alla Commissione segnaletica rappresenta una parte importante dell’eredità che ha lasciato. Per oltre cento uscite aveva collaborato alla cura dei percorsi alpini, un lavoro prezioso per la sicurezza e l’orientamento degli escursionisti. Un impegno svolto con passione, che oggi continua a vivere anche grazie a quanti percorrono quei sentieri e ne apprezzano la manutenzione.

Il ricordo che continua a vivere tra le montagne
Dopo la posa della targa, i partecipanti si sono fermati per un momento di raccoglimento e per ricordare insieme la figura di Marino. Poi il gruppo ha ripreso il cammino verso il Bocchetto Sessera, scendendo attraverso le alpi Artignaga e Montuccia. Un itinerario che si è trasformato in una sorta di pellegrinaggio laico, nel segno dell’amicizia e della condivisione.
La giornata ha rappresentato anche un modo per stringersi attorno alla famiglia, ancora segnata da una scomparsa rimasta senza risposta. Il ricordo di Marino continua a vivere sulle montagne che amava, nei sentieri alla cui cura aveva contribuito e nell’affetto di tante persone. Ora, su quelle vette, una targa ricorderà il suo nome a chiunque passerà di lì.
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