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Vincite online per 11 milioni, ma incassavano sussidi pubblici: 22 persone nei guai

L’operazione “Tris” della guardia di finanza contesta oltre 414mila euro di prestazioni. Le somme vinte non sarebbero state dichiarate ai fini Isee.

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Avevano ottenuto vincite al gioco online per circa 11 milioni di euro, ma nello stesso periodo avrebbero continuato a beneficiare di diverse misure di sostegno economico. È quanto ha ricostruito la guardia di finanza del Verbano Cusio Ossola, che nell’ambito dell’operazione «Tris» ha individuato 22 persone, italiane e straniere.

Secondo gli accertamenti svolti nell’ultimo anno, le vincite sarebbero state regolarmente accreditate su conti riconducibili agli interessati, ma non sarebbero state comunicate all’Inps né inserite nella Dichiarazione sostitutiva unica utilizzata per determinare l’Isee. In questo modo la situazione economica dichiarata sarebbe risultata compatibile con l’accesso agli aiuti.

Sotto esame assegno di inclusione e vecchi sussidi

L’attenzione delle Fiamme gialle si è concentrata soprattutto sull’Assegno di inclusione, misura entrata in vigore dal gennaio 2024. Diversi dei soggetti controllati avrebbero già percepito anche altri sostegni pubblici, tra cui Reddito di cittadinanza e Reddito di emergenza, pur non possedendo, secondo gli investigatori, i requisiti economici richiesti.

Le vincite contestate sarebbero infatti state tali da superare ampiamente le soglie previste per le prestazioni. Per l’Assegno di inclusione l’Isee non può superare 10.140 euro, mentre il limite del reddito familiare parte da 6.500 euro annui, con parametri differenti in presenza di particolari condizioni del nucleo familiare.
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Contestati più di 414mila euro

Il valore complessivo delle prestazioni ritenute indebitamente percepite ammonta a 414.623 euro. La quota più rilevante riguarda l’Assegno di inclusione, con 189.061 euro contestati, seguito dal Reddito di cittadinanza con 179.110 euro e dal Reddito di emergenza con altri 1.200 euro.

A queste cifre si aggiungono 43.215 euro di Assegno unico universale e 2.037 euro di Assegno di maternità. Tutte le 22 persone coinvolte sono state segnalate sia all’autorità giudiziaria sia all’Inps, che potrà avviare le procedure previste per il recupero delle somme eventualmente riconosciute come non dovute.

Indagini ancora nella fase preliminare

L’operazione rientra nell’attività di controllo sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sull’accesso alle misure destinate ai nuclei in maggiore difficoltà economica. Il nodo dell’inchiesta riguarda la mancata indicazione delle vincite, che secondo gli investigatori avrebbe inciso sulla valutazione dei requisiti patrimoniali e reddituali.

Il procedimento è però ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni dovranno quindi essere verificate nel successivo percorso giudiziario e la responsabilità delle persone coinvolte potrà essere affermata soltanto con una sentenza definitiva, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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