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Nessun nuovo seminarista novarese nel 2027: il segnale che fa riflettere

Sono 14 gli studenti in formazione, la metà proveniente dalla diocesi. Don Marco Barontini spiega perché il calo non deve allarmare.

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Nessun candidato della diocesi di Novara ha presentato quest’anno domanda per l’anno propedeutico del seminario. La conseguenza è che nel 2027 non arriveranno nuovi seminaristi novaresi da questo percorso, un segnale che riaccende la riflessione sulla crisi delle vocazioni. Il dato riguarda anche la Valsesia, dove per anni ha svolto il suo ministero don Marco Barontini, oggi rettore del seminario.

Attualmente gli iscritti sono 14, dei quali sette provengono dalla diocesi di Novara e gli altri da diverse località piemontesi. «Purtroppo è in linea con praticamente tutti gli altri seminari», osserva don Barontini. A incidere sui numeri è stata anche l’ordinazione di sei nuovi sacerdoti durante quest’anno, che ha ridotto sensibilmente il gruppo dei novaresi ancora in formazione. Un altro seminarista completerà il percorso nel 2027.

Otto anni di formazione, ma non è questo il problema

Un nuovo ingresso ci sarà comunque: un giovane di Trecate che ha già terminato l’anno propedeutico. La preparazione al sacerdozio richiede un cammino articolato: dopo questa prima tappa sono previsti un biennio e un triennio teologici, seguiti da un anno dedicato a esperienze formative e caritative. Il percorso completo dura complessivamente otto anni, ma secondo il rettore non è la sua lunghezza a scoraggiare le vocazioni.

«Chi ha una vera vocazione non si fa scoraggiare», spiega don Barontini. La difficoltà, a suo giudizio, riguarda piuttosto una società in cui diminuisce il numero di cristiani e una scelta di vita religiosa trova meno incoraggiamento. Il calo deve far riflettere senza generare allarmismo: il rettore richiama il caso della Francia, dove dopo decenni di declino si registrano segnali di rinnovato interesse per la fede e un aumento dei battesimi.

Seminaristi sempre più adulti e con esperienze diverse

È cambiato anche il profilo di chi entra in seminario. Un tempo prevalevano i ragazzi appena usciti dalle scuole superiori; oggi i percorsi personali sono molto diversi, così come le età. Tra gli iscritti ci sono anche uomini vicini ai 40 anni, con esperienze di lavoro e di studio alle spalle. Una varietà che pone nuove sfide educative a chi accompagna gli aspiranti sacerdoti nella loro preparazione.

Don Barontini invita però a guardare alla determinazione di chi intraprende questo cammino: «Chi prende questa scelta lo fa convintamente». In un contesto in cui la vocazione sacerdotale può apparire controcorrente, la decisione acquista un significato particolare. La formazione deve offrire strumenti sempre più ampi, non soltanto una solida preparazione teologica, ma anche la capacità di dialogare con il mondo contemporaneo.

La sfida di formare i sacerdoti di domani

«Dobbiamo essere capaci di creare personalità forti, capaci di parlare del messaggio del Vangelo», sottolinea il rettore. Per questo il seminario punta ad accompagnare la crescita umana, pastorale e spirituale degli studenti con incontri ed esperienze concrete. L’obiettivo è preparare sacerdoti capaci di ascoltare e di comunicare il messaggio cristiano in una società sempre più complessa e secolarizzata.

Un’occasione per conoscere più da vicino questo cammino sarà la “Giornata del seminario”, prevista come ogni anno a gennaio, nella prima domenica successiva alla festa di san Gaudenzio. L’iniziativa permetterà di raccontare il luogo, le persone e le tappe della formazione. Un appuntamento per avvicinare la comunità ai seminaristi e per riflettere sul futuro delle vocazioni nella diocesi di Novara.

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