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Quell’addio a Bossi che ha acceso l’amarcord leghista in Valsesia
I ricordi dei fedelissimi: da Angelo Dago a Roberto Beatrice, da Eraldo Botta a Daniele Baglione.
Quell’addio a Bossi che ha acceso l’amarcord leghista in Valsesia. I ricordi dei fedelissimi: da Angelo Dago a Roberto Beatrice, da Eraldo Botta a Daniele Baglione.
Quell’addio a Bossi che ha acceso l’amarcord leghista in Valsesia
La scomparsa di Umberto Bossi, avvenuta qualche settimana fa, ha portato un velo di “amarcord” in Valsesia. Il Senatur (84 anni) ha rappresentato un punto di riferimento nazionale negli anni in cui la valle era uno dei principali feudi dell’allora Lega Nord, sotto l’indiscussa leadership di Gianluca Buonanno, personaggio politico che ha percorso tutte le tappe della carriera politica, da consigliere comunale a sindaco, da consigliere provinciale a parlamentare ed europarlamentare.
Fino alla sua scomparsa nel giugno del 2016, la Valsesia era una valle politicamente verde, colore storico della Lega. Ovvio quindi la morte di Bossi, che in quegli anni in Valsesia venne in più occasioni, rappresenta un’occasione per far tornare a galla (“rinverdire” sarebbe forse la parola giusta) ricordi di una stagione politica che, comunque la si pensi, in Valsesia ha lasciato il segno.
“Un uomo capace di conquistare le persone”
Tra quelli che vissero tutta quella stagione c’è per esempio Angelo Dago, ex sindaco di Rimella e consigliere regionale, davvero un leghista della prima ora: «Io sono iscritto alla Lega Nord dal 1989 – racconta -, e posso dire di aver visto nascere un ideale che ha cambiato la storia. Umberto Bossi non ci ha dato solo la politica, ci ha dato un sogno. Possono passare gli anni ma quel fuoco che hai acceso nel mio cuore non tramonterà mai. A Umberto posso dire grazie per averci insegnato a lottare per la nostra terra e per la nostra libertà. Buon viaggio, Senatur. Sempre a testa alta».
«Ho avuto la fortuna di conoscerlo grazie a Gianluca Buonanno, che lo ha invitato a Varallo – aggiunge Eraldo Botta, attualmente vice sindaco a Varallo -. Era maggio del 2007 in occasione della campagna elettorale, mi colpì la sua capacità di ascoltare le persone e l’ironia delle sue battute che avevano uno sfondo di grande concretezza. Era un uomo capace di conquistare le persone con poche parole, aveva una empatia naturale e travolgente. Ciao Umberto, uomo semplice ma visionario: la passione ti ha sempre mantenuto in contatto con la gente e tu hai lasciato una idea, che ti terrà comunque in vita».
“Una scintilla che si è accesa quando l’ho visto in tivù”
Tra coloro che hanno tenuto in alto la bandiera della Lega c’è Roberto Beatrice, attualmente sindaco di Grignasco: «Umberto Bossi, il Senatur, è stato colui che ha fatto scattare in me la scintilla, la passione per la politica – racconta l’amministratore -. Avevo 24 anni e lo vidi in televisione per la prima volta in una classica serata casalinga con mio padre, mi ricordo ancora la frase “ma questo dice le cose che pensiamo noi”».
«Stava spiegando il concetto del Federalismo, dello strapotere della Roma politica. Da lì è iniziato tutto: la tessera, la prima sede della Lega a Grignasco nel 1993, era un vulcano, un visionario, un animale politico, lo amavi o lo odiavi, lo seguivamo dappertutto era davvero un capopopolo, capiva in anticipo cosa potesse succedere».
“Con l’Ue aveva visto lungo”
«Già nel 1998 disse in sintesi che “la rigidità della moneta europea costringerà molte imprese a chiudere e aumenterà la disoccupazione. L’Europa sarà dei tedeschi, dei francesi e di qualche finanziere”. E così è successo. E forse anche peggio. Ci ha insegnato l’amore per il territorio, la vicinanza alla propria gente, l’umiltà di servire i cittadini».
«Il modo di fare politica degli amministratori locali è cambiato è grazie a lui, qui in Valsesia molti amministratori possono ringraziare Bossi e la Lega se hanno avuto ruoli politici e amministrativi, purtroppo qualcuno se ne è dimenticato. Ricordo le mitiche feste provinciali a Oleggio, dove dopo il comizio si fermava con la gente per ore con la sua immancabile coca-cola e il sigaro toscano, ore a parlare di politica. Ricordo anche l’orgoglio di averlo avuto con noi alla Legafest di Grignasco, dove faceva il botto: arrivavano da ogni dove per ascoltarlo, per stringergli la mano, per fare una foto con lui. Il mio percorso politico lo devo a lui, posso solo ringraziarlo, il suo cuore coraggioso mancherà a tanti».
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