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Carburanti alle stelle con la crisi in Medio Oriente: diesel a 2,50 euro in autostrada

Gli effetti della guerra rischiano di creare danni gravissimi all’economia.

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Carburanti alle stelle con la crisi in Medio Oriente: diesel a 2,50 euro in autostrada. Gli effetti della guerra rischiano di creare danni gravissimi all’economia.

Carburanti alle stelle con la crisi in Medio Oriente: diesel a 2,50 euro in autostrada

Gli effetti della guerra in Iran e della nuova escalation in Medio Oriente si riflettono immediatamente anche sui prezzi dei carburanti in Italia. I listini alla pompa stanno registrando nuovi rincari e, soprattutto sulla rete autostradale, si toccano livelli che non si vedevano da tempo.

Secondo i dati diffusi oggi dall’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self service ha raggiunto una media di 1,693 euro al litro, mentre il gasolio si attesta a 1,753 euro al litro. Ma sembrano valori ormai superati, visti i prezzi applicati attualmente.

Autostrade d’oro

Ma è lungo le autostrade che si registrano i valori più elevati. A lanciare l’allarme è l’associazione dei consumatori Codacons, che ha realizzato un monitoraggio sui prezzi praticati nei distributori autostradali. In diversi impianti il diesel in modalità servito ha già superato la soglia psicologica dei 2,5 euro al litro.

Tra i casi segnalati spicca l’autostrada A21 Torino‑Piacenza, dove il gasolio viene venduto a 2,519 euro al litro, mentre la benzina arriva a 2,389 euro. Prezzi molto elevati anche sulla A4 Milano‑Brescia, con il diesel a 2,464 euro al litro e la verde a 2,329 euro.

Costi alle stelle

In altri impianti situati lungo arterie strategiche come la A1 Milano‑Napoli, la A12 Genova‑Sestri Levante, la A14 Bologna‑Bari‑Taranto e la A11 Viareggio‑Lucca il diesel viene venduto a circa 2,449 euro al litro, mentre la benzina supera i 2,3 euro.

Anche in modalità self service i prezzi risultano particolarmente alti. I picchi più rilevanti si registrano sulla A5 Torino‑Aosta con 2,133 euro al litro, seguita dalla A14 Bologna‑Bari‑Taranto con 2,109 euro, dalla A23 Palmanova‑Tarvisio con 2,079 euro, e ancora dalla A1 Milano‑Napoli e dalla A21 Torino‑Piacenza con circa 2,069 euro al litro.

Autotrasportatori in allarme

La situazione preoccupa soprattutto il settore dell’autotrasporto. Secondo Conftrasporto, il comparto è il primo a subire l’impatto dei rincari: «Il nostro settore paga il conto prima di tutti», sottolinea l’associazione, ricordando che l’80 per cento delle merci in Italia viaggia su gomma.

Anche Cna Fita ha fatto i conti dell’impatto economico: ogni tir potrebbe sostenere un aggravio medio di circa 2.400 euro all’anno, cifra che potrebbe salire fino a oltre 13.000 euro se il conflitto e la tensione sui mercati energetici dovessero prolungarsi.

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