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Partito democratico: a Borgo terapia intensiva grazie al governo

Dalla segreteria provinciale un'espressione di viva soddisfazione per il potenziamento degli ospedali locali.

ospedale borgosesia

Partito democratico: la soddisfazione per il potenziamento dei due nosocomi legati all’Asl di Vercelli.

Partito democratico e sanità

Il Pd esprime la sua soddisfazione per il potenziamento dei nosocomi di Borgosesia e Vercelli. «L’ospedale di Borgosesia sarà dotato di otto letti di terapia intensiva e due letti di terapia semi intensiva. Quello di Vercelli vedrà il raddoppio dei posti letto in terapia intensiva, saranno sedici in tutto, e verranno aggiunti altri sei letti di semi intensiva: questi sono i fatti e non possiamo che esserne soddisfatti». Questo il commento del segretario provinciale del Partito democratico, Michele Gaietta, e dei coordinatori dei circoli Pd della Valsesia.

Il Ministero

«Un potenziamento – spiegano – per cui vercellesi e valsesiani possono ringraziare il Ministero della salute che, attraverso le linee di indirizzo organizzative per il potenziamento della rete ospedaliera per emergenza Covid-19, ha destinato 111,2 milioni di euro, degli 1,4 miliardi resi disponibili dal Governo, per la sanità piemontese».
Di questi, circa 95 milioni sono stati stanziati proprio per l’aumento dei posti letto in terapia intensiva e semi intensiva «Un contesto e una dinamica che non lascia particolari margini di interpretazione… a meno di non voler fare propaganda anche sull’emergenza Covid» commentano gli esponenti del Pd vercellese e valsesiano, ricordando le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti leghisti del territorio.

Fare squadra

«Questo – aggiunge Gaietta – sarebbe il momento di fare squadra, di progettare insieme i migliori percorsi per sostenere chi è stato maggiormente colpito dall’emergenza sanitaria e dal lockdown, non di ricercare consensi. Piuttosto si lavori affinché il potenziamento non resti sulla carta: oltre alle strutture, servono i medici». Un tema, questo, su cui sta lavorando da tempo il vice presidente della commissione sanità in Regione Piemonte, Domenico Rossi.

Il personale

«Occorre un piano assunzioni perché, semplicemente, senza personale sanitario non ci sono servizi sanitari» dichiara Rossi ricordando che «dal 2010 al 2017, a causa del piano di rientro e del blocco del turn-over il Piemonte ha perso circa 4.000 operatori sanitari, passando da 59.000 a 55.000 unità assunte dal sistema sanitario regionale. Nel 2018, appena dopo l’uscita dal piano di rientro, la giunta Chiamparino lanciò un piano straordinario di assunzioni che prevedeva 1.400 nuovi ingressi in tre anni. Occorre continuare su quella strada e lavorare a un nuovo piano che preveda almeno altrettante assunzioni, a partire dalla stabilizzazione, anche parziale, dei circa 2.000 operatori assunti a tempo determinato per l’emergenza Covid-19».
Come intervenire? «Servirà certamente un incremento del Fondo sanitario nazionale, ma anche la Regione Piemonte deve fare la sua parte, a partire dalle borse di studio per gli specializzandi in medicina, sulle quali dalla Giunta Cirio per ora sono solo arrivate bocciature» conclude Rossi.

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