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Prevenzione Borgosesia: medici e volontariato coppia d’assi

Le associazioni e i medici al lavoro insieme

Scritto da: fabianabianchi8@gmail.com

prevenzione borgosesia

Prevenzione Borgosesia un felice connubio tra i professionisti della medicina e i volontari.

Prevenzione Borgosesia fra medici e associazioni

Promuovere la cultura e la pratica della prevenzione sanitaria è un lavoro d’equipe: coinvolge Asl Vercelli, associazione Igea e Lega tumori. Volontariato e medicina a braccetto. L’altro giorno è stato presentato il progetto “Prevenzione sanitaria all’ospedale di Borgosesia per la Valsesia” finalizzato a informare la popolazione e far conoscere le iniziative di prevenzione che vengono portate avanti sul territorio e all’interno dell’ospedale di Borgosesia. La presidente di Igea, Maria Marcon, ha presentato le venti volontarie che tengono aperta e attiva la sede operativa dell’associazione, prendendo gli appuntamenti con i vari specialisti. I quali, al di fuori del normale orario di lavoro, rendono un servizio gratuito alla popolazione. Un gruppo partito con il coordinamento del dottor Gualtiero Canova (direttore area chirurgica) sotto l’egida della Lilt, poi si era inserita Igea con il proposito di ampliare le offerte messe a disposizione.

I medici

«Ogni medico – riferisce l’addetta stampa Piera Mazzone – si è presentato e ha spiegato il proprio apporto al progetto di prevenzione sanitaria: la dottoressa Guglielmetti per otorinolaringoiatria, il dottor Mastroprimiano per urologia, branca erroneamente ritenuta maschile, ma che in realtà si occupa di patologie inerenti l’apparato urinario maschile e femminile. Il medico ha segnalato un sintomo che non deve mai essere sottovalutato: l’ematuria, cioè la presenza di sangue nelle urine. Marcello Zago, dirigente di chirurgia generale, si occupa di terapia oncologica e in particolare di tumori del colon, ricordando che è molto importante la prevenzione primaria, quindi un’alimentazione corretta ed uno stile di vita sano. L’infermiera professionale Sonia La Spina educa i pazienti alla gestione della stomìa, il sacchetto applicato all’addome, per contribuire a far recuperare la qualità di vita prima dell’intervento. Il dottor De Franco, che si occupa dello studio della tiroide, organo importante per il metabolismo, ha segnalato come le disfunzioni tiroidee siano in aumento, soprattutto in Valsesia, mentre con una visita rapida si possono evitare patologie future. La dottoressa Pluchino, senologa, si occupa del tumore femminile più conosciuto e studiato, invitando ad aderire alle campagne di screening e a fare le mammografie di controllo, unico mezzo per eseguire diagnosi precoci. Il dottor Coppo in Igea si occupa di diagnostica vascolare, di malattie arteriose e venose, una patologia che si riscontra nel 55 per cento delle donne sopra i cinquant’anni: «Le malattie arteriopatiche sono la terza causa di morte, precedendo i tumori, quindi è importante adottare un corretto stile di vita».

I numeri delle visite

Da gennaio 2018 a oggi, i medici che aderiscono al progetto hanno fatto 277 visite per otorinolaringoiatria, angiologia e senologia e 150 sul territorio, nei paesi di Guardabosone, Postua, Borgosesia, Valduggia, Grignasco e Roasio, per dermatologia. «E da tutti i medici coinvolti nel progetto – spiega ancora Piera Mazzone – emergono alcune costanti che vale la pena di sottolineare: l’importanza di uno stile di vita corretto, di un’alimentazione appropriata, l’abolizione del fumo e la necessità di fare movimento, attenuando i rischi connessi alla sedentarietà, tutti argomenti che singolarmente saranno in futuro oggetto di conferenze specifiche».

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