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Unione montana Valsesia contro il governo: assurdo questo calvario sulla stagione sciistica

Interviene l’assessore Alberto Daffara: «Vista ormai la definitiva compromissione della stagione sciistica, si proceda speditamente sui ristori».

Unione montana Valsesia contro il governo: «Era più onesto evitare di creare illusioni».

Unione montana Valsesia contro il governo

La Valsesia ha vissuto la mancata riapertura degli impianti come una vera e propria beffa. Ad Alagna e Mera gli operatori avevano già battuto le piste e acquistato il gasolio. Alcune strutture avevano investito nelle assunzioni di personale ad hoc.

«Abbiamo avviato tutti gli investimenti necessari per riaprire in modo corrispondente alle normative e adeguato alle aspettative dei turisti – commenta Alberto Daffara, assessore dell’Unione montana –. E adesso il danno economico si è ulteriormente amplificato. L’atteggiamento di chi ci governa è incomprensibile, totalmente privo di rispetto nei confronti di chi vive e lavora in territorio montano».

Ora è necessario che arrivino i ristori

Alberto Daffara, che nelle scorse settimane aveva sollecitato la riapertura della seggiovia verso Mera per consentire alle attività turistiche di lavorare nonostante la chiusura delle piste da sci, vede la difficoltà dell’economia della montagna. E auspica che «vista ormai la definitiva compromissione della stagione sciistica, si proceda speditamente sui ristori» e si tenga conto anche di quelle categorie per le quali gli ammortizzatori sociali non sono previsti.

«Ora servono altri soldi pubblici per salvare il futuro dell’economia legata allo sci. Altrimenti assisteremo a un doppio spreco di denaro pubblico: tutto quello investito in passato per realizzare e potenziare gli impianti, e anche quello impiegato nei ristori che, se arrivano in ritardo, non saranno più in grado di salvare le attività così duramente compromesse».

Unione montana vicina agli operatori turistici

«Bar e ristoranti hanno fatto quanto richiesto per mettersi in linea con le prescrizioni anti-Covid – aggiunge l’assessore –, e ora tutto appare inutile. Sarebbe stato più onesto chiudere subito definitivamente. La montagna merita attenzione e ci rivolgeremo a tutte le sedi opportune perché tale attenzione sia concretamente dimostrata, con adeguati risarcimenti per i danni subiti».

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