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Valle Mosso ex sindaco contro il piano scuola: così perdiamo iscritti

In una lettera aperta Tallia con altri amministratori ha chiesto alla giunta Carli di sedersi a un tavolo e trovare iniziare un confronto.

Comitato civico

Valle Mosso, Giuseppe Tallia dice no al piano scuola: «Quell’edificio è il nostro gioiello».

Valle Mosso, il piano

Giuseppe Tallia dice no al piano scuola presentato dal Comune di Valdilana: sabato mattina è stato in piazza a Valle Mosso. L’ex sindaco per due mandati di Valle Mosso non nasconde l’amarezza, in fondo con altri amministratori ha preso da subito una posizione contro il progetto con una lettera in cui invita l’amministrazione del sindaco Mario Carli a sedersi a un tavolo e confrontarsi.
Tallia ha sostenuto il progetto di fusione di Valdilana, ha dato il proprio appoggio alla lista attualmente in amministrazione, ma il piano scuola per lui, come per altri, è stata una sorpresa. «Abbiamo saputo della volontà di spostare le scuole elementari e medie da Valle Mosso a Mosso soltanto un paio di giorni prima della conferenza stampa – spiega -. Abbiamo già da subito manifestato la nostra contrarietà. Avevamo detto che ci saremmo opposti in qualsiasi modo».

Un confronto

E così è stato. In una lettera aperta Tallia con altri amministratori ha chiesto alla giunta Carli di sedersi a un tavolo e trovare iniziare un confronto. «In quella scuola sono stati fatti importanti lavori di adeguamento – riprende -. E’ un punto di riferimento non solo per gli abitanti di Valle Mosso, ma anche per tutti quelli della Vallestrona. Spostare primaria e media a Mosso vuol dire perdere anche iscritti. E’ il nostro gioiello: ha spazi esterni adeguati ed è pensata proprio per alunni di quella fascia di età».
Rimane però la questione su dove sistemare il liceo: «Credo che confrontandosi verrebbero fuori idee buone – riprende – senza andare a togliere servizi al territorio. Dicono che i lavori di ristrutturazione richiedono una spesa notevole. Ma io confido in una retromarcia. Una alternativa si può di certo trovare».

Un servizio

Durante la protesta in piazza di sabato mattina era presente anche l’ex vice sindaco di Valle Mosso Alberto Scarangella e in lista con l’amministrazione Carli nelle ultime elezioni per Valdilana. Quando ha saputo del progetto è stato tra i primi a difendere l’istituto del paese.
«La scuola è un gioiello, un diamante che arricchisce il territorio perché permette lo sviluppo e la tenuta del tessuto sociale, delle relazioni, della rete tra famiglie, associazioni, commercianti, parrocchia – ha spiegato durante il suo intervento – . Potremmo dire che è il crocevia della nostra piccola società. Attorno alla scuola si sviluppa davvero il cuore del paese. E non è un caso che in alcuni piccoli comunelli montani, si è deciso di dire basta alle chiusure delle scuole, promuovendo una nuova cultura di scuola… quella diffusa all’interno di una comunità, con tutte le sue peculiarità e tradizioni. Sembrerà ovvio, ma un paese con la scuola dell’obbligo al suo interno ha una marcia in più e garantisce allo stesso di mantenersi vivo e attivo: un servizio alla comunità non solo per i più piccoli, ma anche per le giovani coppie che cercano casa, così come per i nonni che accorrono a scuola per prendere i propri nipoti, per i volontari, i piccoli negozi…».

Gli insegnanti

Presente anche la dirigente scolastica Patrizia Defabiani che per anni ha lavorato a Valle Mosso in collaborazione con le amministrazioni comunali che si sono susseguite. Sabato ha voluto essere presente per portare il proprio punto di vista e il proprio appoggio alla protesta avanzata dai genitori.
«Conosco bene la realtà di Valle Mosso, conosco gli insegnanti che lavorano e il valore di questa scuola – ha spiegato -. Per questo credo che si debba arrivare a un confronto prima di prendere decisioni così importanti che potrebbero comportare anche conseguenze a livello di personale. Una scuola come quella di Valle Mosso va valorizzata».

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