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Vanno al parroco e al volontariato i premi “Ghemme 2022”

Il titolo anche a Massimiliano Baraggioni, volontario nei vigili del fuoco di Romagnano. La cerimonia si è tenuta nel corso del concerto di Capodanno con la Nuova filarmonica.

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Assegnati i premi “Ghemme 2022”: i riconoscimenti a don Piero Villa e alle maestre d’italiano per stranieri.

Vanno al parroco e al volontariato i premi “Ghemme 2022”

Il parroco don Piero Villa, le insegnanti di italiano per stranieri, il volontario dei vigili del fuoco di Romagnano Massimiliano Baraggioni sono i ghemmesi dell’anno. I premi “Ghemme 2022”, indetti dall’amministrazione comunale, sono stati assegnati nell’intermezzo del tradizionale concerto di Capodanno, suonato il 30 dicembre dalla Nuova filarmonica ghemmese nella chiesa parrocchiale.

A don Piero, che a fine mese lascerà il proprio incarico dopo 25 anni alla guida della parrocchia, è stato riconosciuto l’impegno nella comunità, mentre Baraggioni è stato ricompensato per la dedizione dimostrata negli interventi con i pompieri.

«Il nostro concittadino è sempre presente nelle situazioni di emergenza che coinvolgono i volontari della caserma romagnanese e ci è sembrato giusto offrirgli il premio “Ghemme 2022”», ha affermato l’assessore alla cultura Piero Rossi.

Il riconoscimento anche alle maestre di italiano

Allo stesso modo, è stato riconosciuto il lavoro svolto dalle insegnanti ed ex-insegnanti che si sono messe a disposizione per impartire le basi della lingua italiana agli stranieri. Sono Laura Bonzano, Angioletta Pera Mut, Rosella Ratto e Pinuccia Rovario, che hanno seguito e seguono oltre una ventina di allievi cinesi, tunisini, egiziani, albanesi, marocchini, iracheni, brasiliani, argentini, maliani, senegalesi e, negli ultimi mesi, anche ucraini sfollati dal loro paese a causa della guerra.

«Le persone che scelgono Ghemme come residenza, arrivando da paesi stranieri, sono molti e di diverse provenienze – spiega ancora Rossi -. Nel giro di un anno c’è un ricambio continuo e arrivano a sfiorare il centinaio. Avevo in mente di preparare un attestato che contenesse tutte le bandiere dei paesi di origine, ma poi mi sono reso conto che erano davvero tante e ho ripiegato su un arcobaleno, che racchiude tutta l’umanità. Le nostre maestre hanno insegnato a tutte queste persone l’abc della lingua italiana, in modo che possano integrarsi al meglio non solo a Ghemme, ma ovunque vorranno scegliere di abitare».

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