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Morta a 15 anni sulla giostra del Luna Park: chieste quattro condanne

Il borgosesiano titolare dell’attrazione è quello che rischia di più: quattro anni.

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Morta a 15 anni sulla giostra del Luna Park: chieste quattro condanne. Il borgosesiano titolare dell’attrazione è quello che rischia di più: quattro anni.

Morta a 15 anni sulla giostra del Luna Park: chieste quattro condanne

Il processo per la morte di Ludovica Visciglia, la studentessa quindicenne di Trecate rimasta vittima di un grave incidente al luna park di Galliate la sera del 12 marzo 2022. Nel corso dell’udienza che si è svolta ieri al tribunale di Novara, il pubblico ministero Paolo Verri ha formulato le richieste di condanna nei confronti dei quattro imputati coinvolti nel procedimento.

Come riporta il Corriere di Novara, a giudizio ci sono l’ex sindaco di Galliate Claudiano Di Caprio, il comandante della polizia locale Angelo Falcone, l’ingegnere Graziano Minero, che aveva firmato il collaudo annuale della giostra, e il proprietario dell’attrazione Luca Massimiliano Ferri, quest’ultimo di Borgosesia. Per loro l’accusa ha chiesto rispettivamente un anno e sei mesi, un anno e otto mesi, due anni e quattro anni di reclusione.

La tragedia del marzo 2022

La tragedia avvenne sulla giostra “Mini Tagadà”, durante la serata inaugurale del luna park allestito per la festa patronale di San Giuseppe in piazza Vittorio Veneto. Ludovica, che pochi giorni prima aveva compiuto 15 anni, aveva trascorso la serata con amici e parenti tra cena e festeggiamenti. Poco prima delle 23 si verificò l’incidente che le provocò ferite gravissime.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, il decesso sarebbe stato provocato da un violento trauma cranico riportato dopo l’urto contro un albero situato a pochissima distanza dalla giostra, appena 11,5 centimetri dal suo raggio di movimento quando l’attrazione era in funzione alla massima velocità e inclinazione. La ragazza venne trasportata d’urgenza all’ospedale Maggiore di Novara, dove fu ricoverata in Rianimazione. Nonostante i tentativi dei medici, morì nel corso della notte.

Emergono una serie di problemi

L’indagine della Procura, coordinata dallo stesso Verri insieme al collega Giovanni Castellani, avrebbe evidenziato diverse criticità nella catena dei controlli e delle autorizzazioni. Per il pubblico ministero, ciascuno degli imputati avrebbe avuto un ruolo nel determinare le condizioni che portarono all’incidente.

Secondo l’accusa, il giostraio avrebbe dovuto valutare i rischi legati al posizionamento dell’attrazione troppo vicino all’albero; il collaudatore avrebbe potuto segnalare l’assenza di dispositivi di sicurezza come il limitatore di velocità o un sistema di arresto d’emergenza. Anche sul fronte amministrativo sarebbero emerse responsabilità: l’ex sindaco, in qualità di presidente della commissione comunale di vigilanza, avrebbe consentito l’apertura del luna park prima del sopralluogo ufficiale, mentre il comandante della polizia locale avrebbe rilasciato un’autorizzazione provvisoria pur in assenza delle condizioni necessarie.

Intanto il figlio minorenne di Ferri, di 17 anni all’epoca dei fatti, che sarebbe stato ai comandi al momento dell’incidente, è stato giudicato a parte dal Tribunale dei Minori.

I difensori chiedono l’assoluzione

Durante l’udienza, i difensori dell’ingegnere Minero e del giostraio Ferri hanno invece sollecitato l’assoluzione dei loro assistiti. Il processo proseguirà il 27 maggio, quando prenderanno la parola anche i legali degli altri imputati.

Nel processo si sono costituiti parte civile i familiari della ragazza. L’avvocato Antonella Lobino, che rappresenta i genitori, ha chiesto un risarcimento di 715mila euro, mentre l’avvocato Enrico Faragona, legale della nonna paterna, ha avanzato una richiesta di 138mila euro.

 

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