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Ghemme, sulla circonvallazione si corre troppo: due incidenti in un solo giorno

Qualcuno propone l’installazione delle colonnine arancioni e la posa dei dossi, altri sono per gli specchi agli incroci

Due incidenti in un giorno. Fortunatamente senza gravi conseguenze per gli automobilisti. Ma tanto è bastato per riaprire il di battito sulla pericolosità della circonvallazione di Ghemme. Tra le due rotonde realizzate qualche anno fa agli ingressi del paese spesso si corre troppo, non è una novità. E la velocità eccessiva, unita alla distrazione, è stata causa anche in passato di alcuni problemi su quei tre chilometri di strada. E sembra non aver avuto grandi effetti neppure il limite dei 70 all’ora, istituito nel 2010 dalla Provincia (fino ad allora auto e camion potevano viaggiare a 90 all’ora). Rispettarlo è difficile, anche perchè la carreggiata e larga e senza curve, se si eccettua quella in prossimità della strada per Cavaglio. Gli ultimi incidenti si sono verificati nella zona dell’incrocio con via Vittorio Veneto, che conduce in centro paese, passando di fronte alle scuole. Nel primo caso lo scontro è avvenuto proprio durante la svolta e ha visto il tamponamento tra due auto. Nel secondo, accaduto in serata, c’è stato invece uno scontro frontale tra una macchina che arrivava da Sizzano e un’altra che si era spostata al centro della carreggiata er svoltare in una delle case sotto la collina.

In passato alcuni residenti nella zona avevano scritto anche una lettera al sindaco per chiedere di intervenire, dopo che una donna era stata investiva mentre attraversava a piedi. E del resto nel piano del traffico messo a punto dalla vecchia amministrazione (mai mai attuato del tutto) era prevista, oltre all’introduzione di alcuni sensi unici, la realizzazione di due rotatorie in via Papa Giovanni XXIII (così si chiama la circonvallazione di Ghemme), una in corrispondenza dell’incrocio con la strada per Cavaglio (costo 195mila euro), l’altra con via Verdi (importo lavori 240mila euro). Ma il progetto, in tempi di difficoltà economiche, è destinato a rimanere lettera morta. Su Facebook qualcuno propone l’installazione delle colonnine arancioni già apparse in altri comuni o in alternativa la posa di dossi per rallentare la velocità, per altri non sarebbe male posizionare gli specchi agli incroci. Ma forse la cosa migliore da fare per autisti e residenti è appellarsi a San Cristoforo, patrono degli automobilisti e dei viaggiatori.

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