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Torrenti a secco, volontari salvano i pesci con le bacinelle

Un gruppo di persone al lavoro nel corso d’acqua Rovasenda per evitare la morte degli animali

Pesci in difficoltà a causa della siccità: un gruppo di persone si è messo in azione per aiutarli, evitando agli animali una morte certa. Antonino Curcio, presidente dell’Associazione vegani italiani, insieme ad un piccolo gruppo di volontari si è armato di secchielli e retini per recuperare dalle pozzanghere le trote rimaste arenate nel torrente Rovasenda, che scorre tra Sostegno e Roasio. In quattro giorni di operazioni i cinque volontari hanno recuperato, dice Curcio, qualcosa come cinque, seimila pesci, in un tratto di torrente lungo circa 200 metri. Gli animali sono stati trasferiti nel tratto del torrente dopo il ponte situato in prossimità della rotonda tra Roasio e Gattinara. Qui, grazie ad alcune sorgenti, torna a scorrere l’acqua. «Purtroppo molti pesci – commenta Curcio – non ce l’hanno fatta e sono morti. Del resto sono rimasti per giorni in pozze di 30 centimetri, decisamente poca acqua per la loro sopravvivenza».

Nei torrenti della bassa Valsesia i livelli sono ai minimi storici a causa di un periodo di siccità con pochi precedenti. La situazione della fauna ittica sta preoccupando anche i pescatori: la siccità prolungata sta infatti vanificando i recenti ripopolamenti.

«L’idea di rimboccarci le maniche – racconta Curcio – è nata alla notizia della moria di pesci nei torrenti. Nessuno sembra fare nulla e quindi ho lanciato un appello a cui hanno risposto cinque persone provenienti da vari centri della zona».

Un recupero, quello effettuato dai volontari, almeno all’inizio, portato a termine con mezzi di fortuna. «Ci stiamo attrezzando: di primo acchito utilizzavamo dei semplici secchi e bacinelle per trasportare i pesci, poi colini e infine i retini da pescatore. Proseguiamo l’operazione, e se qualcuno vuole darci una mano è ben accetto. Speriamo però che nei prossimi giorni si decida a piovere perché la situazione è veramente drammatica».

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