Seguici su

CronacaFuori zona

Annegata a 7 anni per un braccialetto sbagliato: chiesto il processo per sei persone

La tragedia era avvenuta durante una gita del centro estivo.

Pubblicato

il

Annegata a 7 anni per un braccialetto sbagliato: chiesto il processo per sei persone. La tragedia era avvenuta durante una gita del centro estivo.

Annegata a 7 anni per un braccialetto sbagliato: chiesto il processo per sei persone

È il 24 luglio quando muore Anisa Murati, 7 anni, che stava partecipando a una gita con il centro estivo parrocchiale della Valle Stura organizzato da don Fabrizio Della Bella. Quel giorno i ragazzi erano andati al biolago “Acquaviva” di Caraglio.

Improvvisamente ci si accorge che Anisa era scomparsa. La cercano gli animatori e il personale del bioparco, la chiamano più volte, ma della bambina non c’è traccia. Passano i minuti, poi l’allarme e l’arrivo dei soccorsi. Saranno i sommozzatori a ritrovare il corpo sul fondo del lago, a circa due metri di profondità.

Le conclusioni dei magistrati

Secondo i magistrati, alla base della tragedia ci sarebbe una catena di negligenze e carenze nella sicurezza. Nell’elenco degli indagati figurano il progettista e direttore dei lavori del biolago, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale e Rup, il gestore del bioparco, il parroco organizzatore della gita e le due animatrici maggiorenni incaricate di seguire i bambini.

Il fatale errore dei braccialetti

Tra gli elementi contestati c’è anche un errore avvenuto all’arrivo dei bambini nella struttura: a tutti sarebbe stato consegnato un braccialetto arancione, che indica la capacità di nuotare. Anche ad Anisa, che invece avrebbe dovuto avere quello verde, riservato ai non nuotatori. Questo avrebbe consentito alla bambina di avvicinarsi al lago senza braccioli.

Secondo l’accusa le due animatrici non avrebbero garantito un’adeguata vigilanza nonostante la torbidità dell’acqua e la scivolosità del fondale. Al parroco viene invece contestato di aver organizzato la gita con un numero insufficiente di animatori e di non aver verificato la gestione dei minori.

Carenze nella sicurezza

La Procura evidenzia inoltre gravi carenze nelle misure di sicurezza del biolago: tra queste l’assenza di un piano di emergenza, di un numero adeguato di bagnini, di una recinzione delle sponde e di sistemi di separazione tra la zona per nuotatori e quella per non nuotatori. Irregolarità che, secondo gli inquirenti, sarebbero state ignorate anche nella certificazione finale dei lavori.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *