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CronacaFuori zona

Trecate, è morto l’operaio schiacciato dalla gru: addio ad Antonio Fasciani

Il 57enne lavorava da quasi quarant’anni per la stessa azienda. Inutili i tentativi di rianimazione, cordoglio e rabbia per l’ennesima tragedia.

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È morto Antonio Fasciani, il gruista di 57 anni rimasto schiacciato dal braccio metallico di una gru ne pomeriggio di ieri, mercoledì 4 novembre, poco prima delle 14, in un cantiere a Trecate. L’uomo, residente con la famiglia a Besnate, in provincia di Varese, era impegnato nei lavori di ampliamento dello stabilimento MacDermid, in via Vigevano, nella frazione San Martino. Le gravissime ferite riportate nell’incidente gli sono state fatali.

I soccorritori del 118 avevano tentato disperatamente di salvarlo, rianimandolo direttamente sul luogo dell’incidente prima del trasferimento all’ospedale Maggiore di Novara. Ma le sue condizioni erano apparse immediatamente disperate e ogni sforzo si è purtroppo rivelato inutile. Quella che inizialmente era stata segnalata come una gravissima emergenza sanitaria si è così trasformata in una tragedia sul lavoro.

Un gruista esperto, da quarant’anni nella stessa azienda

Antonio Fasciani lavorava per la Mc Prefabbricati di Cardano al Campo, azienda della provincia di Varese che dispone anche di una sede a Bellinzago Novarese. Era alle dipendenze dell’impresa da quasi quarant’anni, una vita professionale trascorsa nel settore. I colleghi lo descrivono come un operatore esperto, particolarmente scrupoloso e attento al rispetto delle procedure di sicurezza.

Proprio questa lunga esperienza rende ancora più dolorosa la sua scomparsa. Fasciani conosceva bene il proprio mestiere e i rischi legati alla movimentazione dei grandi macchinari. La sua morte lascia un vuoto profondo tra i familiari e quanti avevano condiviso con lui tanti anni di lavoro. Anche la Mc Prefabbricati ha espresso vicinanza alla famiglia, ricordandolo con un messaggio di cordoglio.

Il braccio della gru crolla, indagini sulla dinamica

L’incidente si è verificato nell’area industriale di San Martino, all’interno del cantiere dove sono in corso gli interventi di ampliamento dello stabilimento. Per ragioni ancora da accertare, una parte metallica della gru è precipitata sul lavoratore, provocandogli traumi gravissimi. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri.

Ora spetterà agli investigatori e ai tecnici dello Spresal dell’Asl Novara ricostruire ogni passaggio dell’accaduto. Gli accertamenti dovranno chiarire le cause del cedimento e verificare le condizioni nelle quali si stavano svolgendo le operazioni. Sarà necessario stabilire se siano state rispettate tutte le misure previste per la sicurezza e se emergano eventuali responsabilità. Al momento la dinamica resta da chiarire.

I sindacati: «Non possiamo abituarci a queste morti»

La notizia ha suscitato dolore e indignazione anche nel mondo sindacale. La Cgil Novara-Vco ha espresso cordoglio ai familiari, mentre Alessandro Casellato, segretario generale della Uiltec Piemonte-Valle d’Aosta, ha richiamato l’attenzione sulla frequenza degli incidenti mortali. Un’altra vita spezzata durante una normale giornata lavorativa, in un Paese che continua a fare i conti con un numero drammatico di vittime.

«È inaccettabile che nel 2026 si continui a morire sul lavoro con questa frequenza», ha dichiarato Casellato. Il sindacalista ha chiesto più controlli e investimenti concreti nella prevenzione, sottolineando la necessità di intervenire prima che si verifichino altre tragedie. Per la Uiltec, ogni morte rappresenta una sconfitta che coinvolge non soltanto le aziende, ma l’intera società.
Foto redazione

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