CronacaFuori zona
Autogiro tocca i cavi della funivia e precipita: tragedia in Ossola
Il velivolo ultraleggero si è incendiato ed è caduto vicino alla diga di Campliccioli. Le vittime sono un uomo di 60 anni e una donna di 63.
Un autogiro è precipitato questa mattina, mercoledì 26 agosto, intorno alle 11.30 nella zona della diga di Campliccioli, nel territorio di Antrona Schieranco, nel Verbano-Cusio-Ossola. A bordo viaggiavano due persone, un uomo di 60 anni e una donna di 63: per entrambi non c’è stato nulla da fare. Sul luogo dell’incidente è intervenuto l’elisoccorso.
Le vittime sono un ingegnere residente a Premeno, sulle alture del Verbano, e un’amica residente nel Milanese. I due erano partiti in mattinata dall’aviosuperficie di Megolo, a Pieve Vergonte, a bordo del velivolo biposto e avevano raggiunto l’alta Valle Antrona, a circa 1.400 metri di quota.
L’impatto con i cavi e poi la caduta
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dopo l’arrivo dei soccorritori, l’autogiro stava volando sopra il bacino artificiale e procedeva in direzione della valle quando ha urtato i cavi della funivia utilizzata per il servizio alla diga. Un impatto che non ha lasciato scampo alle due persone che si trovavano a bordo.
Subito dopo la collisione è stato avvertito un forte boato e il velivolo ha preso fuoco. L’autogiro è quindi precipitato nella zona sottostante la parete della diga. La posizione dell’incidente, in un’area montana e a quota elevata, ha richiesto l’intervento dei soccorritori con mezzi aerei.
Accertamenti sulla dinamica dell’incidente
L’incidente si è verificato in prossimità del lago artificiale di Campliccioli, nell’alta Valle Antrona. L’arrivo dell’elisoccorso non ha purtroppo potuto cambiare l’esito dello schianto: entrambi gli occupanti erano deceduti in seguito al violentissimo impatto.
Restano ora da ricostruire nel dettaglio le circostanze che hanno portato l’autogiro a entrare in contatto con i cavi della funivia di servizio. Gli accertamenti serviranno a definire la traiettoria seguita dal velivolo e l’esatta sequenza dell’incidente.
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