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Casadei ritrova luce: i due gol che cambiano le sue ambizioni con il Torino

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Pallone da calcio (© Depositphotos)

Nel calcio, a volte, basta un dettaglio per rimettere in moto tutto: una scelta di tempo, un inserimento, un colpo di testa “da grande”, un allenatore che insiste sul percorso anche quando le gerarchie sembrano chiuse. Cesare Casadei sembra essere entrato proprio in questa fase: quella in cui le prestazioni tornano ad avere coerenza, il corpo va alla stessa velocità delle idee e la stagione smette di essere un’attesa per diventare una promessa.

Il dato più semplice è anche quello più pesante: due gol nelle ultime due partite, contro Verona e Udinese. A Verona, il Torino passa con autorevolezza e chiude 0-3: dopo il vantaggio, Casadei firma la rete che indirizza definitivamente la gara nel finale e poi arriva anche il terzo gol nei minuti di recupero. Contro l’Udinese, invece, il copione è diverso: partita più sporca, Toro sotto, e nel finale Casadei accorcia di testa tenendo viva la speranza fino all’ultimo, anche se non basta per evitare la sconfitta.

Due reti, certo. Ma soprattutto due segnali: presenza in area e capacità di incidere quando il match entra nella zona “decisionale”, quella in cui i centrocampisti moderni fanno la differenza. Casadei non è un attaccante aggiunto nel senso banale del termine: è un centrocampista che può trasformare la sua fisicità e i tempi d’inserimento in un vantaggio strutturale, specie per una squadra che spesso vive di equilibrio e di episodi.

Il punto di svolta: dal momento di appannamento alla centralità possibile

Non è un mistero che il suo percorso recente abbia avuto qualche curva. Alla vigilia della trasferta di Verona, Marco Baroni aveva parlato apertamente di un “momento di appannamento” fisiologico per un giovane che sta giocando con continuità da circa un anno, aggiungendo però un concetto chiave: Casadei è “un giocatore pronto” e il Torino sta lavorando anche su una collocazione più precisa, con riferimenti al lavoro da interno e agli equilibri di squadra.

Tradotto: non una bocciatura, ma una gestione. E in una rosa di Serie A la differenza tra “riserva” e “alternativa vera” spesso sta nella chiarezza del compito. Casadei rende se può essere utile prima ancora che libero: se sa dove arrivare, quando rompere la linea, che posizione occupare quando la palla è sull’esterno. I due gol raccontano proprio questo: tempi, letture, presenza.

Perché questi gol pesano anche per il Torino

Il Torino arriva al giro di boa in una zona di classifica che non è né allarme né festa. Infatti, come testimoniano anche le ultime quote per le scommesse per la serie a, i granata sembrano davvero troppo organizzati e con una buona qualità per poter retrocedere ma, al tempo stesso, ancora non abbastanza continui per ambire a posizioni europee. In un contesto simile, avere un centrocampista che aggiunge bonus — gol, ma anche seconde palle vinte, duelli, gioco aereo — può cambiare il ritmo del girone di ritorno più di quanto sembri.

Il tema, per Baroni, non è “fare una rivoluzione”: è alzare il volume offensivo senza perdere solidità. E qui Casadei può diventare una pedina tattica preziosa perché:

  • attacca l’area quando l’azione si sviluppa sulle corsie;
  • riempie il gioco aereo, sia su cross che su palla inattiva;
  • porta fisicità in una squadra che, contro alcune avversarie, soffre quando il match si alza di intensità.

Non a caso, il gol all’Udinese arriva di testa, in un finale in cui serviva proprio qualcuno capace di trasformare un pallone “mezzo buono” in una chance vera.

Come Casadei può diventare protagonista nel girone di ritorno

La candidatura di Casadei a protagonista del girone di ritorno non è uno slogan: è una possibilità concreta, ma poggia su un punto preciso. Continuità. Non solo di minuti, ma di funzione.

Se il Torino vuole dare un senso più ambizioso alla seconda parte di stagione e provare finalmente ad avvicinare i grandi fasti di un tempo, deve trovare gol e pericolosità anche fuori dagli attaccanti. È un principio semplice: le squadre che risalgono davvero la classifica, spesso, lo fanno perché pescano sei-otto gol complessivi da mezzali e trequarti. E qui Casadei può essere la “firma” inattesa che sposta partite bloccate.

Inoltre, guardando al calendario immediato, i granata ripartono con una trasferta impegnativa a Bergamo contro l’Atalanta: un test in cui l’impatto fisico e la capacità di arrivare dentro l’area, specie quando gli spazi si aprono nel secondo tempo, possono diventare una chiave.

Il punto non è celebrare due gol come se fossero un miracolo. Il punto è riconoscere cosa rappresentano: la traccia di una crescita e l’idea che il Torino possa trovare soluzioni più ricche senza snaturarsi. Verona e Udinese hanno detto che Casadei c’è, soprattutto nei minuti che contano.

Ora la sfida è trasformare la brillantezza ritrovata in abitudine: stessa fame, stessi tempi, stessa lucidità. Se succede, il girone di ritorno del Torino potrebbe avere un volto molto più definito. E Casadei, finalmente, quello da protagonista vero.

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