Idee & Consigli
Packaging ortofrutta, cosa cambia per negozi e mercati con le nuove regole
In Italia le confezioni in plastica per frutta e verdura sotto il chilo e mezzo devono già essere compostabili. Fornitori specializzati come Guadagnopack stanno aiutando fruttivendoli e supermercati ad adeguarsi
Chi ha un negozio di frutta e verdura o un banco al mercato lo sa bene: la confezione conta quasi quanto il prodotto. Una vaschetta che si affloscia o un sacchetto che si strappa alla cassa fanno perdere merce, e a volte anche clienti. Da quest’estate il packaging per l’ortofrutta deve rispettare regole nuove, italiane ed europee, e chi si muove prima avrà meno sorprese.
Vaschette per frutta, in Italia l’obbligo di compostabilità è già in vigore
Il regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi è operativo dal 12 agosto 2026. La misura che tocca più da vicino il banco frutta è il divieto, dal primo gennaio 2030, degli imballaggi monouso in plastica per frutta e verdura fresca in confezioni sotto 1,5 chili. Riguarda le vaschette per fragole e frutti di bosco e le retine degli agrumi. Restano esclusi i prodotti di quarta gamma, come l’insalata lavata in busta, e ogni Stato membro dell’Unione europea potrà prevedere deroghe per i prodotti più delicati, quelli che senza protezione perdono acqua o si rovinano in fretta.
L’Italia però non ha aspettato il 2030. Con il decreto-legge 7 agosto 2026, n. 143, in vigore dall’8 agosto, le confezioni in plastica monouso per meno di 1,5 chili di frutta e verdura fresca preconfezionata devono essere biodegradabili e compostabili, certificate secondo la norma UNI EN 13432. Le sanzioni, da 2.500 a 25.000 euro, scatteranno dal 1° gennaio 2030. Il decreto va convertito in legge entro il 6 ottobre, e in Parlamento sono in discussione alcune modifiche.
Per negozi e supermercati, quindi, il tempo per adeguarsi è già cominciato. Chi compra confezioni in grandi quantità, o ha contratti di fornitura lunghi, deve verificare adesso che vaschette e contenitori abbiano la certificazione richiesta. Tanto più che le alternative compostabili, in carta o in fibra, hanno prezzi e tempi di consegna diversi da quelli della plastica tradizionale.
Guadagnopack e il packaging per l’ortofrutta
Tra le aziende che accompagnano i negozi in questo passaggio c’è Guadagnopack, distributore di packaging alimentare con sede a Marigliano, in provincia di Napoli, e certificazioni Iso 9001 e Iso 14001. L’azienda dichiara più di duemila attività di ortofrutta servite e oltre cento spedizioni al giorno. Il catalogo supera i diecimila articoli, suddivisi per i diversi reparti del negozio alimentare, dalla macelleria alla panetteria.
Per frutta e verdura l’offerta di Guadagnopack, consultabile su guadagnopack.com, è divisa in quattro famiglie: vaschette trasparenti, vassoi in cartoncino, sacchetti e shopper, etichette per pesatura e tracciabilità. Oltre ai prodotti l’azienda offre una consulenza tecnica, che chiama check-up, per aiutare il negoziante a scegliere le confezioni più adatte a quello che vende. In un momento in cui le regole cambiano, avere qualcuno che conosce materiali e formati fa risparmiare tempo e qualche errore di acquisto.
Imballaggi ortofrutta tra trasparenza e cartoncino
Negli imballaggi ortofrutta contano soprattutto due cose: che il prodotto si veda e che arrivi integro a casa del cliente. Le vaschette trasparenti restano utili dove il colore fa vendere, come per ciliegie e pomodorini, purché siano nei materiali richiesti dalle nuove regole. I vassoi in cartoncino sono invece la strada più semplice per chi vuole ridurre la plastica sul banco.
C’è poi un aspetto che i piccoli negozi tendono a sottovalutare, cioè la riconoscibilità. Guadagnopack personalizza vaschette, vassoi e sacchetti con il logo e i colori del punto vendita. Per un fruttivendolo di quartiere è un modo semplice per farsi ricordare anche fuori dal negozio, quando la spesa arriva sul tavolo di casa.
Cosa cambia per chi fa la spesa
Per le famiglie il cambiamento più visibile sarà sugli scaffali: più cartoncino e meno plastica, con la frutta sfusa che tornerà a essere la norma. Anche la raccolta differenziata dovrebbe diventare più semplice. Dall’agosto 2028 le confezioni dovrebbero riportare pittogrammi uguali in tutta Europa per indicare dove gettarle. Nel frattempo le vaschette compostabili certificate vanno nell’umido, mentre vassoi e sacchetti di carta vanno nella carta solo se puliti. Per quelli sporchi di succo o di terra conviene controllare le indicazioni del proprio Comune, perché le regole cambiano da un territorio all’altro.
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