CronacaNovarese
Droga tra Ghemme e il Piano Rosa, condannato l’ultimo pusher della banda
Nei boschi delle colline novaresi appuntamenti per comprare cocaina, eroina e hashish. Dopo anni arriva la condanna anche per l’ultimo componente del gruppo.
Si è chiuso in tribunale a Novara il processo a carico dell’ultimo componente di una banda di spacciatori attiva nei boschi del Novarese tra l’ottobre del 2015 e il gennaio del 2016. I luoghi dello spaccio erano le aree verdi di Ghemme, le stradine verso il santuario di Boca e Cavaglio, oltre a una laterale del Piano Rosa tra Cureggio e Romagnano.
Un 48enne di origine marocchina, conosciuto nell’ambiente con il soprannome di Aldo, è stato condannato a 7 anni e 3 mesi di reclusione e a 28mila euro di multa. La condanna riguarda il concorso in una serie di cessioni di cocaina, eroina e hashish nelle zone di Cavaglio, Fontaneto d’Agogna, Ghemme e Cureggio.
Gli appuntamenti nei boschi
Il sistema ricostruito durante le indagini era semplice e collaudato. I clienti chiamavano un numero di cellulare, chiedevano una certa quantità di “bianca” o di “scura” e ricevevano l’indicazione del luogo in cui presentarsi. Una volta raggiunto il punto stabilito, avveniva lo scambio tra droga e denaro, lontano dalle strade più frequentate.
I carabinieri avevano individuato diversi componenti del gruppo, indicati anche con soprannomi come Aldo, Stefano il pirata, Iuri e Zidane. L’attività investigativa aveva portato all’arresto di più persone di nazionalità marocchina e allo smantellamento della banda. In aula sono stati ascoltati anche alcuni clienti di allora, molti dei quali nel tempo hanno cambiato vita.
Un problema ancora aperto
La pubblica accusa aveva chiesto per lo spacciatore una condanna a 9 anni di reclusione, mentre la difesa aveva sostenuto la richiesta di assoluzione. Il tribunale ha invece disposto una pena di 7 anni e 3 mesi, oltre alla multa. Una volta scontata la pena, per l’uomo è prevista anche l’espulsione dall’Italia.
La vicenda giudiziaria riguarda fatti ormai lontani nel tempo, ma riporta l’attenzione su un problema che nel Novarese non è mai scomparso del tutto. Lo spaccio nei boschi continua infatti a rappresentare una criticità per diverse aree isolate, dove sentieri, strade secondarie e zone poco frequentate vengono sfruttati per incontri rapidi e difficili da controllare.
Foto d’archivio
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

