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Alessandro Orsi: «Non mi candido né a Borgo, né a Varallo»

L’ex preside dell’istituto alberghiero smentisce ogni voce su un suo impegno alle prossime elezioni: «Me l’hanno chiesto, ma non fa per me»

Azzera ogni voce, ogni ipotesi su una sua possibile candidatura, Alessandro Orsi. Il suo nome circola da tempo come possibile esponente alle amministrative di primavera. E non solo a Borgosesia, dove risiede, ma pure a Varallo, i due principali Comuni valsesiani ad andare al voto per il rinnovo del consiglio.

Nelle scorse settimane il suo nome circolava alternativamente da una città all’altra, a seconda di dove potesse servire alla guida di una lista di centrosinistra.
Invece nessuna lista potrà contare su Orsi. E’ lui stesso ad allontanare ogni dubbio, nonostante in molti lo diano ancora oggi papabile. «Vorrei chiarire: assolutamente non ci penso a candidarmi alle comunali – dichiara -. Ammetto che il centrosinistra me l’abbia chiesto, questo è vero, ma fin da subito ho scartato questa eventualità».
Oggi presidente della sezione borgosesiana dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia, per vent’anni già preside dell’istituto alberghiero “Pastore” di Varallo, in passato Orsi è stato molto impegnato anche politicamente: è stato in consiglio comunale a Crevacuore, a Riva Valdobbia e in Comunità montana nella giunta Severina e in quella successiva. Ma soprattutto generazioni di giovani l’hanno avuto prima come professore e poi come preside. Una persona che tutti conoscono, e che in tanti stimano, per l’impegno profuso per il territorio. Con questo bagaglio, e con buone conoscenze in tutta la vallata e oltre, inevitabile quindi pensare a lui ora che i due più importanti comuni valsesiani si preparano a rinnovare le loro amministrazioni.

«Se proprio avessi dovuto farci un pensierino, avrei sicuramente optato per Borgosesia – chiarisce Orsi -, la città dove vivo, sicuramente non Varallo che alla fine non mi appartiene nonostante ai piedi del Sacro Monte sia nato, abbia studiato e fatto il preside per vent’anni».
E neppure oggi, a fronte di uno scenario in evoluzione come quello di Borgosesia, Orsi potrebbe pensare di sedersi sulla poltrona civica: «Vorrei dire che sono rimasto molto colpito e stupito dalla divisione in seno alla giunta che si è verificata a Borgosesia. Mi spiace per Alice Freschi che oltre a essere un’amica, stimo per quanto ha fatto per la città: ho apprezzato molte cose. Per quanto mi riguarda avrei potuto scendere in campo solo per il centrosinistra, visto che da sempre sono contrassegnato politicamente in quell’area e, anche se ho partecipato a un paio di riunioni, sinceramente non l’ho mai preso in considerazione, mi manca la necessaria energia per poterlo fare. Per me l’incarico di sindaco va ricoperto a tempo pieno, come se fosse un lavoro. Deve essere un impegno giornaliero, fine settimana compresi. Soprattutto in due città impegnative come possono esserlo Varallo o Borgosesia. E arrivato a 70 anni, francamente non me la sento proprio di gettarmi in un’impresa del genere. In passato ho già fatto la mia parte, adesso è giusto che vadano avanti i giovani. Ora sto facendo altro: faccio studi storici, scrivo… sono comunque impegnato e mi basta così, grazie».

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