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Grignasco, il commovente ricordo del monastero per suor Sabina

La religiosa è mancata all’età di 104 anni

 Grignasco ha dato l’ultimo saluto a suor Sabina Geretti. Nei giorni scorsi è stato celebrato il funerale della religiosa durante il quale sono state ripercorse le sue esperienze. «La vita di suor Sabina Geretti, morta al monastero a 104 anni è stata un “Ballo dell’obbedienza”». Così la religiosa è stata ricordata durante ila funzione al monasteri: «Ci è sembrato consono mettere sulle labbra di suor Sabina il grido lanciato da San Tersa d’Avila nell’imminenza della sua morte: “Signore, mio Amore, è giunta l’ora che ho tanto desiderato. E’ ormai tempo che ci vediamo”. Suor Sabina amava la vita, ma consapevole della sua longevità, attendeva l’incontro con l’Amato, come approdo di luce dopo il lungo itinerario terreno. La sua vita è stata molto movimentata. Ella ha eseguito un vero “Ballo dell’obbedienza” come si titola una poesia di Madeleine Delbrêl, seguendo la musica dello Spirito e facendo i passi che la Provvidenza le aveva assegnato”. E’ stata dapprima all’Istituto Sacro Cuore di Novara, poi in quello di Romagnano. Ha prestato servizio alla Casa di Cura “Eretenia” di Vicenza, quindi ancora al collegio di Romagnano e a Pietra Ligure. Per dieci anni, tra gli anni ‘70 e ‘80, è stata alla casa di riposo di Romagnano, un anno ancora a Novara e nella scuola per l’infanzia di Alonte, Vicenza. A fine anni ‘80 ancora all’Istituto di Romagnano e dal 2000 a Grignasco.

In tutte queste case ha prestato una molteplicità di servizi: l’assistenza ai bambini, agli anziani, il cucito e l’accoglienza. In sintonia con quanto prescrivono le nostre Costituzioni ha sempre cercato di “armonizzare parole e fatti” e testimoniare la fede con la coerenza della vita. Per continuare l’immagine del ballo, non occorre sapere dove la danza conduce: basta seguire, essere gioioso, essere leggero. Non dimenticare che tra le Sue braccia la vita è danza e che la sua Santa volontà è di una inconcepibile fantasia. Suor Sabina aveva un temperamento ardente seppure con una precaria salute. Aveva un cuore grande, sensibile, pronto ad ogni possibilità di bene. La sua attrazione verso il Signore era profonda. Al compiersi dei 90 anni scriveva: “90 anni di grazia, di responsabilità, di misericordia e bontà da parte di Dio Padre, 90 anni di grazie gratuite. Quanto sono debitrice al Buon Dio, che ancora mi concede un di più di perfezione, di riparazione, di gratitudine. Ho ricevuto molto, moltissimo. Gesù accetta ora i miei limiti, la mia pochezza. La mia lunga stagione è sul finire. Attendo con gioia l’incontro con il Dio di bontà e Misericordia. Che gioia vederlo, dirgli un grazie a non finire….”.

Grignasco divenne la tappa della sua vita contemplativa anche se l’inattività la fece molto soffrire. Come la profetessa Anna “non si allontanava mai dal tempio”, giorno e notte fu tutta preghiera. Fino all’ultimo momento fu attenta agli altri. Affermava sempre: “preferisco soffrire che far soffrire”. Seguiva con vivo interesse gli avvenimenti della Chiesa e della nostra Famiglia religiosa, godendo delle novità liturgiche o ecclesiali e si lamentava se non ne era messa a parte».

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