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Nuovo centro islamico inaugurato a Gattinara. LE FOTO
Tra gli invitati anche monsignor Franco Givone, che ha tenuto un discorso parzialmente in arabo.
Nuovo centro islamico inaugurato a Gattinara. Tra gli invitati anche monsignor Franco Givone, che ha tenuto un discorso parzialmente in arabo.
Nuovo centro islamico inaugurato a Gattinara
È stata inaugurata sabato mattina a Gattinara la nuova sede dell’Associazione culturale islamica, un progetto nato sotto il segno della condivisione e del dialogo tra culture e religioni. Dopo due anni di lavoro e una partecipata raccolta fondi, il centro ha aperto le porte nei locali ristrutturati di un ex capannone in via Faglia.
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e delle comunità religiose, sia cattolica che islamica. Un momento simbolico è stato il taglio del nastro, avvenuto congiuntamente per mano del presidente dell’associazione Mohamed El Khattabi, del sindaco Maria Vittoria Casazza e del parroco monsignor Franco Givone. Proprio quest’ultimo ha voluto sottolineare il valore dell’incontro, pronunciando parte del suo intervento in lingua araba, appresa durante la sua esperienza missionaria in Africa.
Non solo luogo di culto
Il nuovo centro non sarà soltanto un luogo di culto, ma anche uno spazio aperto alla città, con l’obiettivo di favorire la conoscenza reciproca tra tradizioni diverse. Accanto alla moschea, infatti, sono previsti ambienti dedicati all’insegnamento e alla socialità, pensati anche per donne e bambini.
Numerosa la partecipazione all’inaugurazione: fedeli arrivati anche dai territori vicini, cittadini incuriositi e rappresentanti delle autorità civili e militari. L’atmosfera è stata quella di una vera festa, accompagnata da specialità della tradizione araba e dal classico tè alla menta servito secondo il rito.
Utilizzata una falegnameria in disuso
La comunità islamica di Gattinara poteva già contare da oltre un decennio su uno spazio di preghiera in piazza Molino, ma con il tempo la sede era diventata insufficiente. Da qui la decisione di investire in una struttura più ampia e funzionale. L’edificio individuato, un’ex falegnameria in disuso, è stato completamente rinnovato grazie anche al contributo diretto dei frequentatori del centro, che hanno partecipato ai lavori.
Il progetto guarda già avanti: tra le ipotesi future non si esclude un ulteriore ampliamento degli spazi, per rispondere alle esigenze di una comunità in crescita e rafforzare il ruolo del centro come punto di riferimento aperto a tutti.
Foto di Gianluca Colombo
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Aldo
22 Aprile 2026 at 22:02
peccato che nei loro paesi le chiese non le costruiscono
Roberto
23 Aprile 2026 at 7:41
Non solo:ti mettono in carcere per semplice proselitismo. Qui, invece, vediamo pure il Sindaco felice e con un sorriso a trentadue denti… 😜
Corrado
23 Aprile 2026 at 22:55
certo, adesso dovrebbero esigere un gemellaggio col loro paese e chiedere che venga donato un edificio x farci una chiesa cristiana e che vengano donati i soldi x ristrutturare. Basta prenderci in giro.
Roberto
24 Aprile 2026 at 7:46
In Marocco la costruzione di nuove chiese è estremamente difficile e soggetta a rigide restrizioni statali. Sebbene la Costituzione garantisca la libertà di culto, il governo raramente concede permessi per nuovi edifici cristiani; la quasi totalità delle 44 chiese attive risale infatti al periodo del protettorato francese.
Ecco i punti chiave della situazione:
Destinatari del culto: Le chiese ufficiali sono destinate esclusivamente agli stranieri residenti. Ai cittadini marocchini è vietato frequentarle o convertirsi dall’Islam.
Elena
23 Aprile 2026 at 21:55
Meglio che non scriva quello che sto pensando…………
Gianni Sella
24 Aprile 2026 at 7:53
Le amministrazioni pubbliche sono complici di questo degrado della nostra società. Invece di ostacolarli, stiamo spalancando le porte agli invasori.
Roberto
24 Aprile 2026 at 8:37
La costruzione di moschee in Italia è permessa. La libertà di culto è garantita dagli articoli 8 e 19 della Costituzione, che tutelano il diritto di professare la propria fede e di disporre di luoghi di preghiera, sempre che siano rispettati i piani regolatori comunali e le leggi regionali sull’edilizia. Lascia però perplessi vedere la “benedizione” dell’autorità civile e ecclesiastica, come se un luogo di culto fosse un toccasana per tutta la comunità. Ricordiamo che l’Islam è totalizzante,e considera tutte le altre religioni “fuorvianti” e quindi da condannare.
Gianni Sella
25 Aprile 2026 at 7:51
Ed è esattamente per questo motivo che occorre riformare la Costituzione e modificare quegli articoli per vietare l’Islam, come incompatibile con la cultura e le tradizioni dell’Occidente.