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Alta Valsesia ancora senza segnale: petizioni e proteste per il 4G che non arriva

Il tema della “copertura” dei cellulari continua a tenere banco.

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Alta Valsesia ancora senza segnale: petizioni, proteste e segnalazioni per il 4G che non arriva. Il tema della copertura dei cellulari continua a tenere banco.

Alta Valsesia ancora senza segnale: petizioni, proteste e segnalazioni per il 4G che non arriva

Il problema della copertura telefonica continua a pesare sull’alta Valsesia. Nonostante le sollecitazioni portate avanti da anni dalle amministrazioni locali, vaste aree del territorio restano di fatto isolate, con collegamenti instabili o del tutto assenti sia per la telefonia mobile sia per internet.

A farsi sentire, oltre ai Comuni, sono anche i cittadini. A Fobello, nei mesi scorsi, residenti e villeggianti hanno promosso una petizione per chiedere l’installazione di un ripetitore all’alpe Res, ritenuto fondamentale per garantire almeno una copertura 4G nelle numerose frazioni, negli alpeggi e nei rifugi dove l’assenza di segnale è quasi totale. A distanza di tempo, però, l’iniziativa non ha ancora prodotto risultati concreti.

Nessuna risposta concreta

Erano stati annunciati incontri per individuare soluzioni tecniche e operative, ma al momento nulla si è mosso. Proprio il ripetitore della Res è indicato come uno dei punti più critici: in caso di nevicate o di problemi alla rete elettrica, il segnale scompare completamente, lasciando intere zone senza comunicazioni.

Situazione complicata anche a Campertogno, dove le maggiori difficoltà si registrano nella valle Artogna. A Boccioleto, invece, è l’amministrazione guidata dal sindaco Walter Fiorone a essersi attivata in prima persona per la realizzazione di un traliccio che possa ridurre la zona d’ombra che interessa la Val Piaggiogna, Fervento e parte della Val Cavaione.

Problemi in Alto Sermenza

Non va meglio ad Alto Sermenza: qui la ricezione resta incerta e fortemente condizionata dalle condizioni meteo, con il 4G che in diverse aree rappresenta ancora un obiettivo lontano. Proprio durante l’estate scorsa si erano registrati i disservizi più gravi, con turisti e residenti rimasti senza segnale per lunghi periodi.

Sul tema interviene anche l’Uncem, che rilancia la mappatura nazionale delle criticità avviata nel 2019. «Chiunque può compilare il form – spiega il presidente Marco Bussone – per contribuire a un elenco aggiornato delle aree scoperte, che poi trasmettiamo alle compagnie telefoniche e ai referenti politici, dai ministri ai parlamentari». Un tentativo in più per rompere l’isolamento digitale che, in Valsesia, resta ancora una realtà quotidiana.

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