AttualitàVarallo e alta Valsesia
Incendi in Valsesia, è davvero finita: spento anche l’ultimo fronte sul Kaval
Vigili del fuoco e Aib chiudono l’emergenza dopo settimane di battaglia. Ora parte la conta dei danni.
Gli incendi in Valsesia sono ufficialmente spenti. Dopo settimane di fiamme, riaccensioni, elicotteri e squadre impegnate sulle montagne, anche l’ultimo piccolo fronte rimasto attivo sul Kaval di Rimella è stato definitivamente chiuso grazie alle abbondanti precipitazioni cadute nella notte.
Ad annunciarlo è il presidente dell’Unione montana Valsesia Francesco Pietrasanta: vigili del fuoco e volontari Aib hanno concluso gli interventi sugli incendi del territorio. Si chiude così quella che lo stesso presidente definisce una «battaglia epocale». Adesso comincia un’altra fase: quantificare i danni e soprattutto capire come rendere le montagne più preparate a emergenze di queste dimensioni.
L’ultimo fronte era rimasto sul Kaval
Negli ultimi giorni la situazione era migliorata rapidamente grazie alla pioggia, ma rimaneva ancora un piccolo fronte sul Kaval, nella zona di Rimella. Nella giornata di ieri era stato necessario ricorrere nuovamente all’elicottero regionale, che aveva effettuato lanci per contenere le fiamme.
A completare il lavoro sono state le precipitazioni abbondanti della notte. L’acqua ha spento definitivamente anche quest’ultimo focolaio e ha permesso di chiudere le operazioni antincendio. È il punto finale di una lunga sequenza di roghi che ha coinvolto contemporaneamente numerose montagne della Valsesia.
Dalla Res a Valbella, settimane su più fronti
L’emergenza aveva assunto dimensioni eccezionali proprio per la molteplicità dei fronti. Per settimane uomini e mezzi si erano dovuti dividere tra Res, Cravagliana, Valbella superiore, bosco dell’Impero, Alpe Campo di Sabbia e altri focolai comparsi in diverse zone dell’alta valle.
A Mollia un nuovo incendio provocato da un fulmine era stato fermato rapidamente. Più difficile era stata la battaglia a Valbella e all’Alpe Campo, dove le fiamme avevano minacciato abitazioni, alpeggi, pascoli e pastori. Alla Res, invece, il fuoco aveva continuato a muoversi in zone tanto impervie da rendere impossibile in alcuni settori l’intervento delle squadre a terra.
«Una battaglia epocale per il territorio»
Pietrasanta parla senza mezzi termini di una situazione mai affrontata prima dalla Valsesia. Per settimane vigili del fuoco, volontari Aib, protezione civile e numerose altre componenti del sistema di emergenza hanno lavorato contemporaneamente su diversi fronti.
Il presidente dell’Unione montana sottolinea inoltre come, nonostante le difficoltà e i disagi provocati dagli incendi, il territorio abbia continuato a registrare una forte presenza turistica. Un risultato che viene evidenziato proprio nel momento in cui si può finalmente considerare conclusa la fase più difficile dell’emergenza.
Ora comincia la conta dei danni
Spente le ultime fiamme, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle conseguenze lasciate dagli incendi. Occorrerà verificare l’estensione delle superfici percorse dal fuoco e le condizioni di boschi, pascoli, sentieri, alpeggi e delle altre aree interessate.
L’Unione montana Valsesia annuncia l’intenzione di attivarsi nelle sedi competenti per chiedere sostegno e affrontare gli interventi necessari. Soltanto con sopralluoghi e verifiche sarà possibile avere un quadro completo delle ferite lasciate da settimane di incendi su un territorio vastissimo.
Valsesia e Biellese insieme per la prevenzione
Il lavoro non riguarderà soltanto la ricostruzione. L’obiettivo dichiarato è anche quello di progettare interventi capaci di ridurre il rischio in futuro, attraverso una collaborazione stretta con l’Unione montana del Biellese orientale, il cui territorio è stato devastato dal grande incendio del Monte Barone.
Un primo confronto tra i due territori era già avvenuto durante l’emergenza. Tra le ipotesi emerse ci sono interventi sui boschi, piste tagliafuoco e piccoli invasi d’acqua utilizzabili in caso di nuovi incendi. Le esperienze maturate sul campo potranno ora diventare la base per una strategia comune.
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