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Chef Cometto in pensione dopo una vita all’Alberghiero

Nella sua 24ore di scuola c’erano tante lettere con i ringraziamenti degli studenti

Chef Cometto in pensione dopo una vita all’Alberghiero di Gattinara.

Chef Cometto in pensione

Lo chef Giancarlo Cometto va in pensione. Come ogni giorno, elegantissimo nel suo abito scuro, con camicia e cravatta, percorre via Piave con la sua borsa 24 ore per raggiungere l’auto e tornare a Lozzolo, dove risiede. Ma giovedì il suo sorriso era malinconico e gli occhi erano lucidi. La sua valigetta non era piena di compiti in classe da correggere, ma di lettere di saluto, messaggi, foglietti volanti con ringraziamenti che gli hanno voluto lasciare i suoi studenti. «Una cosa drammatica – dice Cometto – bellissima ma atroce». Tornerà a scuola per gli scrutini ma loro, i suoi studenti a cui ha dedicato una vita, non ci saranno più.

Un personaggio vulcanico

Giancarlo Cometto è sempre stato uno chef e un personaggio vulcanico. Una miniera di idee, spesso controcorrente, innovativo dietro i fornelli e a contatto con i ragazzi al quale più che un mestiere ha saputo trasmettere una passione. Molti di loro ce l’hanno fatta e sono diventati grandi chef, oggi impegnati nelle cucine dei migliori ristoranti del mondo. In parte lo devono anche a lui, al “prof” che oltre alla tecnica e al libro metteva il cuore. Tantissime le iniziative che lo hanno visto protagonista, come i corsi di cucina serali aperti a tutti, dove realizzava ricette per chi necessita di un’alimentazione particolare. Dai piatti per celiaci alla cucina sana per bambini, fino a quella per la prevenzione dei tumori.

Un’avventura iniziata nel 1979

L’avventura scolastica di Cometto è iniziata nel 1979 all’alberghiero di Trivero, all’epoca succursale di Varallo. Nel 1996 è arrivato a Varallo e «da qui è partita l’avventura con Alessandro Orsi». Nel 2000 è arrivato a Gattinara, per seguire la prima quarta, dove è stato Responsabile dei servizi ristorativi fino al 2007. «Poi, per mie scelte, ho deciso di lasciare spazio ai più giovani. Ma abbiamo visto crescere la scuola fino a 1.200 alunni, una cosa impressionante». Ora Cometto ha rinnovato un contratto con la Sei, per un libro sulla storia della gastronomia. «Vorrei dedicarmi a un progetto per disabili alla Cascina Spazzacamini dell’Anffas, e riprendere il progetto “Il medico in cucina”, sulla ricerca di alcuni alimenti che servono “forse” per guarire alcune malattie che colpiscono molti anziani. Far da mangiare è bello ma fare ricerca sul cibo è più utile. Poi mi dedicherò alle mie piante di mele».

Un Commento

  • Vale ha detto:

    grandissimo insegnante e prof mi ha insegnato tantissimo ed è riuscito a trasmettermi la sua passione per la cucina,e mi ha dato molti consigli,le sue lezioni erano molto interessanti.congratulazioni per la tanto meritata pensione.GRAZIE DI VERO CUORE CHEF COMETTO

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