Notizia Oggi Borgosesia > Attualità > Lum d’argento alla donna che custodisce la storia di Varallo
Attualità Varallo e Alta Valsesia -

Lum d’argento alla donna che custodisce la storia di Varallo

Maria Grazia Cagna dirige l'Archivio di Stato: si appresta ad andare in pensione dopo 42 anni.

lum d'argento, maria grazia cagna, varallo

Lum d’argento a Maria Grazia Cagna: dirige l’Archivio di Stato cittadino. Lo scorso anno il riconoscimento era andato a Franca Scaglia.

Lum d’argento alla direttrice

La “Lüm d’argento” 2019 va a una professionista del territorio: Maria Grazia Cagna è la direttrice dell’Archivio di Stato di Varallo. Quest’anno il prestigioso riconoscimento, istituito 42 anni fa dal Comitato carnevale di Varallo per premiare persone e associazioni che si sono distinte per essersi prodigate a dare lustro alla città, è stato consegnato alla direttrice della sezione di Archivio di Stato di Varallo dove, per l’importanza che rappresenta per il territorio, è conservata e tutelata la documentazione degli archivi valsesiani che consta di 24.000 mazzi e registri, 1017 pergamene e 2768 mappe. Un patrimonio importante che Maria Grazia Cagna non solo ha custodito ma soprattutto ha valorizzato con numerose ricerche e pubblicazioni che hanno costituito un ausilio fondamentale per tutti gli studi riguardanti la Valsesia.

La pensione

«Sono molto onorata – ha detto la direttrice della sezione di Archivio di Stato di Varallo – di ricevere questo prestigioso riconoscimento che arriva alla fine della mia carriera. Dopo 42 anni di attività all’interno dell’Archivio di Stato l’anno prossimo andrò in pensione. Questo luogo mi ha dato molto, mi ha permesso, tramite i documenti che ho studiato in questi anni, di capire molto più a fondo la storia della nostra Valsesia e di Varallo perché io sono sempre stata appassionata di storia fin dai tempi del liceo. Questo mi ha permesso di fare un lavoro che mi ha sempre fatto stare bene anche se per alcuni potrebbe essere noioso. Ho scoperto tantissime cose interessanti e spero, una volta in pensione, di avere molto più tempo da dedicare alle mie ricerche». A breve dovrebbe uscire l’ultimo articolo della studiosa che riguarda una famiglia di mastri costruttori e lapicidi che hanno operato nella Varallo del Seicento e che hanno lavorato ad alcune cappelle del Sacro Monte e a tanti altri edifici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente