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Scopello scopre affreschi del 1400 nell’oratorio di San Bernardo

Le immagini emerse nella zona del catino absidale, in particolare, si sono rivelate in ottime condizioni.

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Scopello scopre dei preziosi affreschi grazie a un intervento di restauro all’oratorio di San Bernardo.

Scopello scopre gli antichi affreschi

L’oratorio di San Bernardo ha riservato una piacevole sorpresa agli studiosi di storia dell’arte. In occasione dei festeggiamenti per il millennio della nascita di San Bernardo di Aosta la parrocchia di Scopello ha voluto valorizzare l’oratorio dedicato al santo patrono degli alpinisti e montanari che si trova sulla strada carrozzabile che sale all’Alpe di Mera, poco fuori dall’abitato, nella frazione Ordarino. L’occasione, attraverso un intervento di restauro, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio per le province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli (del dottor Massimiliano Caldera e della dottoressa Benedetta Brison) ha permesso di portare alla luce un ciclo di affreschi di eccezionale interesse e altissima qualità finora sconosciuto.

I restauri

L’oratorio, di antica fondazione, è stato rimaneggiato più volte nei secoli, in particolare all’inizio del XIX secolo l’apparato decorativo è stato completamente rinnovato. Nascosta dall’altare di legno, era possibile intravedere la parte terminale di un affresco più antico. D’accordo con il parroco, don Marco Barontini, la restauratrice Daniela Pezzolato è stata autorizzata ad eseguire delle stratigrafie a bisturi partendo dalla fascia mediana dell’abside dove si è subito identificata la Madonna in trono con il Bambino; successivamente sono apparsi a destra San Bernardo, San Gottardo e San Secondo di Asti, il cui culto è attestato anche sulla facciata esterna della cappella di Oro di Boccioleto; a sinistra del trono le figure di San Antonio Abate, San Giovanni Battista e San Sebastiano, alcuni di essi identificabili anche grazie alle iscrizioni.

La data

Sopra l’immagine di San Secondo è venuta alla luce un’epigrafe con la dedicazione dell’edificio a lode di Dio e in onore di San Bernardo da parte degli abitanti “de Oro Quarini” (probabile antico toponomastico del luogo) e una data, la cui ultima cifra risulta abrasa, ma che presumibilmente, dalle tracce rimaste, si potrebbe leggere come 1473. L’iscrizione, chiaramente ripassata, termina in basso con “hoc opus”, locuzione alla quale forse seguiva il nome dell’artista, purtroppo perduto. Proseguendo i saggi anche nel catino absidale, dove si intravedeva solo un piccolo lacerto di colore rosso, non si immaginava certo di ritrovare una Maiestas Domini con i simboli dei quattro Evangelisti: questa porzione di affresco è apparsa subito qualitativamente superiore a quella inferiore e in ottime condizioni di conservazione, con pochissime cadute di colore e leggerissime decoesioni.

Un’opera di alta qualità

«Ciò che rende unico l’oratorio di San Bernardo di Scopello è l’altissima qualità pittorica – commenta la dottoressa Benedetta Brison – Ad ogni modo quella dell’Ordarino resta una scoperta di notevole rilievo storico artistico per un paese come Scopello che, cresciuto attraverso il turismo e la villeggiatura legati allo sci all’Alpe di Mera, può ora mostrare una parte della sua antica storia religiosa e artistica, rimasta nascosta per almeno due secoli. Oltre al recupero di una pregevole opera pittorica, questo intervento di restauro ha permesso di conoscere l’antico toponomastico della frazione scopellese». Nei prossimi mesi la parrocchia intende valorizzare questa meravigliosa opera rendendola fruibile ai visitatori che potranno ammirare i dipinti anche dall’esterno, attraverso un adeguato impianto di illuminazione. «L’auspicio è che i lavori di restauro possano proseguire sulle restanti pareti interne ed esterne dell’oratorio», conclude Brison.

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