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Borgosesia piange Renato Barberis, storico titolare del “Corona”

Per molti valsesiani è come se calasse il sipario su un’epoca di divertimenti giovanili.

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Borgosesia piange Renato Barberis, storico titolare del “Corona”. Per molti valsesiani è come se calasse il sipario su un’epoca di divertimenti giovanili.

Borgosesia piange Renato Barberis, storico titolare del “Corona”

Un pezzo di storia e di memoria collettiva che se ne va a Borgosesia. È scomparso a 94 anni Renato Barberis, figura molto conosciuta in città e legata a doppio filo a una delle stagioni più vivaci della vita notturna valsesiana.

Per intere generazioni di giovani, il suo nome è stato sinonimo di serate, musica e ritrovo. Barberis ha infatti gestito per anni la storica discoteca “Corona” di viale Varallo, locale che ha segnato un’epoca e rappresentato un punto di riferimento per ragazzi provenienti non solo dalla Valsesia, ma anche dal vicino territorio.
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Dalle orchestre alla disco-music

La struttura, nata inizialmente come dancing della famiglia Corona, è stata tra le poche realtà della zona capaci di offrire uno spazio dedicato al ballo e alla socialità. Negli anni Sessanta e Settanta il palco era animato da orchestre e gruppi locali; successivamente, con il cambiare dei gusti, arrivarono i dj e le nuove sonorità della disco music, accompagnando l’evoluzione del divertimento fino agli anni Ottanta.

Fu proprio alla fine degli anni Settanta che Barberis, insieme alla moglie Nella Corona – scomparsa nel 2015 – prese in mano la gestione del locale, portandolo avanti per circa due decenni e contribuendo a renderlo un luogo simbolo per migliaia di giovani.

Molti ricordi sui social

La notizia della sua scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio, soprattutto sui social, dove molti hanno voluto ricordarlo attraverso aneddoti e ricordi legati alla propria giovinezza, tra piste da ballo affollate e serate diventate ormai memoria condivisa.

Barberis viveva in via Vittorio Veneto e lascia la figlia Rossella e i nipoti Paolo, Alex e Giulia. Il funerale è stato celebrato martedì pomeriggio. Con lui si chiude davvero un capitolo importante della storia cittadina: quello di un’epoca in cui le discoteche erano molto più di semplici locali, ma veri luoghi di incontro e crescita per intere generazioni.

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