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Trivero protesta per le poste: ritardi nella consegna

Un problema che si verifica in diverse zone montane

trivero protesta

Trivero protesta per la posta in ritardo. Il sindaco si è rivolto alle Poste.

Trivero protesta per i disservizi postali

Ancora disagi con la consegna della posta a Trivero. E adesso anche il sindaco Mario Carli scrive direttamente ai vertici del servizi per aprire un confronto ed evitare disservizi. Tanto più che insieme alla lettera del Comune c’è anche la presa di posizione di alcuni imprenditori e privati, che non ne possono più di ricevere in ritardo la corrispondenza. E dire che i problemi si erano già verificati qualche mese fa: poi il giro della consegna aveva iniziato a funzionare. Il pensionamento di alcuni portalettere storici e il mancato passaggio di testimone in tempi brevi aveva creato non pochi disservizi in zona con la posta sparita dalle buche delle lettere. Il problema di adesso è che a qualcuno pare che le buste vengano consegnate una volta alla settimana, accumulando così lettere e bollette dei giorni precedenti.

Privati e aziende

«C’è chi si vede arrivare una volta a settimana un plico di posta con documenti anche in scadenza – conferma Carli -. E il problema non riguarda soltanto i cittadini, ma anche le aziende dove magari le scadenze da rispettare nei pagamenti e negli ordini sono maggiori e più stringenti. Questo modo di gestire il servizio sta dando davvero disagi notevoli. Ed è per questo che ho inviato una lettera a Poste Italiane per aprire un confronto». Tra l’altro, proprio in queste settimane stanno arrivando le bollette della Tari a Trivero con notevole ritardo: la scadenza per il pagamento era il 16 maggio ma alcuni utenti non hanno ancora ricevuto la comunicazione di quanto devono pagare. E comunque l’amministrazione ha deciso di prorogare i pagamenti fino a fine mese, chi pagherà entro il 30 maggio non rischia nulla. Ma è chiaro che non tutti i servizi e gli enti possono concedere una proroga come ha fatto l’amministrazione comunale.

Le zone di montagna

Dall’Uncem Piemonte arriva la proposta di fare un fronte comune per chiedere un servizio più tempestivo, specie nei piccoli centri di montagna. «Siamo disposti ad affiancare le aziende – specifica la vice presidente Paola Vercellotti – per chiedere a Poste Italiane un servizio migliore. Ormai in tutta la fascia montana la posta viene consegnata con notevole ritardo. Eppure in mezzo ci sono bollette da pagare, ma anche semplici scadenze o lettere relative a visite. Per non parlare degli abbonamenti ai giornali, tutto arriva con enorme ritardo e questo è un disservizio. Se poi a essere danneggiate sono anche le imprese questo è ancora più grave. Proprio per questo servirebbe una collaborazione, fare un fronte Comune per portare Poste italiane a un tavolo di confronto sull’argomento».

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