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Varallo garantisce 360mila euro a Palazzo dei musei

Per i prossimi sei anni l'amministrazione verserà 60mila euro all'anno alla Società d'incoraggiamento, proprietaria dell'immobile.

Varallo garantisce 360mila euro in sei anni a Palazzo dei musei: serviranno per coprire il mutuo per la tinteggiature delle facciate e per la gestione di Pinacoteca e Museo Calderini.

Varallo garantisce 360mila euro in 6 anni a Palazzo dei musei

Il Comune di Varallo si impegna per sei anni a staccare ogni anni un assegno da 60mila euro all’anno alla “Società d’Incoraggiamento allo studio del disegno e di Conservazione delle opere d’arte”. Si tratta della onlus proprietaria dell’immobile che ospita la Pinacoteca e il Museo Calderini di storia naturale. In tutto, un impegno da 360mila euro. «Di questa somma, 36mila euro serviranno per coprire il mutuo acceso dalla Società per la tinteggiatura delle facciate di Palazzo dei musei – spiega il sindaco Eraldo Botta -. I restanti 24mila euro del contributo annuale verranno utilizzati dalla Società per le spese di gestione ordinaria».

Riconosciuta la dignità dell’ente culturale: “Dovrebbero farlo anche altri Comuni”

In passato venivano erogati regolarmente contributi per la gestione del complesso che giungevano dal Comune, dalla Comunità montana e da altri enti. «Adesso – aggiunge Botta – consideriamo anche la mostra su Gaudenzio Ferrari e delle spese sostenute per far sì che Palazzo dei musei potesse ospitarla. E quindi riteniamo sia doveroso e importante per la nostra città e l’intera Valsesia investire su questa struttura. Con questa somma garantiamo a Palazzo dei musei una somma con cui poter programmare il prossimo futuro. E’ un impegno da parte nostra per far crescere questo gioiello. Dovrebbero farlo anche altri comuni valsesiani, visto che le più importanti opere d’arte del nostro territorio sono custodite in Pinacoteca. Invitiamo quindi le altre amministrazioni a seguire il nostro esempio e a sostenere anche con poco, secondo le loro disponibilità, questa importante istituzione. Un fiore all’occhiello dell’intera Valsesia».

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