CronacaVarallo e alta Valsesia
Quasi 500 ettari divorati dalle fiamme: la Valsesia continua a bruciare
L’emergenza incendi resta molto grave, il fronte più esteso è quello di Cravagliana. «Solo la pioggia potrà spegnere questo inferno».
Continua a peggiorare il bilancio degli incendi boschivi che da giorni interessano la Valsesia. L’ultimo aggiornamento diffuso dalla Regione Piemonte conferma una situazione ancora molto delicata: sono ormai circa 440 ettari quelli già percorsi dalle fiamme tra Cravagliana, Boccioleto, Cervatto e Fobello. Una superficie che, considerando le continue evoluzioni dei fronti, si avvicina rapidamente alla soglia dei 500 ettari. Sul territorio proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento coordinate da vigili del fuoco, volontari Aib e Protezione civile.
Il focolaio più preoccupante resta quello di Cravagliana, dove il fuoco ha già devastato oltre 430 ettari di bosco. Gli altri incendi, pur di dimensioni molto più contenute, mantengono alta l’attenzione delle squadre impegnate sul territorio. A Varallo, invece, la situazione continua a essere monitorata e viene definita sotto controllo. Per fare un paragone, l’incendio che ad aprile aveva colpito sempre Cravagliana si era esteso per circa 200 ettari.
Cravagliana resta il fronte più critico
Secondo l’assessore regionale all’ambiente Matteo Marnati, a Cravagliana risultano ancora attivi tre distinti fronti di incendio. Uno interessa un’area a circa 200 metri dalle abitazioni del paese, un secondo avanza verso le frazioni di Colla, Bruga e Brugarolo, fermandosi a circa 250 metri dalle case, mentre il terzo, dopo aver oltrepassato la cresta sul versante nord, si dirige verso Valbella Superiore, arrivando a circa 600 metri dal centro abitato.
Negli altri comuni la situazione appare più contenuta ma resta sotto stretta osservazione. A Boccioleto l’incendio interessa la cresta della montagna con due fronti caratterizzati soprattutto da fumo e alcuni focolai, uno dei quali diretto verso un gruppo di baite poste a circa 800 metri. Altri cinque ettari risultano percorsi dal fuoco nell’area di Cervatto e Fobello, mentre a Varallo il rogo continua a essere contenuto dalle squadre operative.
Canadair, elicotteri e decine di operatori al lavoro
Il presidente dell’Unione montana Valsesia, Francesco Pietrasanta, ha visitato il Centro operativo incendi insieme al direttore regionale dei vigili del fuoco del Piemonte, Alessandro Paola, al comandante provinciale Leonardo Giuseppe Giannace e al prefetto di Vercelli, Lucio Parente, per fare il punto sull’emergenza e verificare direttamente l’andamento delle operazioni. Con lui anche il sindaco di Varallo Pietro Bondetti.
Sul territorio valsesiano sono impegnati circa 25 vigili del fuoco e 15 volontari Aib, mentre dal cielo operano quasi sempre dai due ai tre Canadair tutti i giorni, più un elicottero. In tutta la regione sono mediamente impiegati sette Canadair del sistema nazionale di Protezione civile, affiancati da tre elicotteri regionali e da un potente elicottero Erickson della flotta nazionale, utilizzato nelle situazioni più complesse grazie alla sua elevata capacità di trasporto d’acqua.
«Solo la pioggia potrà spegnere questo inferno»
In diverse aree del Piemonte gli incendi hanno raggiunto la chioma degli alberi, assumendo caratteristiche di estrema pericolosità. In Valsesia, sottolinea Pietrasanta, la situazione è grave ma continua a essere mantenuta sotto controllo grazie al lavoro incessante di vigili del fuoco, Corpo Aib e Protezione civile.
Il presidente dell’Unione montana ha voluto ringraziare tutte le persone impegnate nell’emergenza, dai soccorritori ai sindaci dei comuni coinvolti, chiamati a gestire contemporaneamente l’organizzazione dei soccorsi e le preoccupazioni della popolazione.
«Solo la pioggia potrà spegnere questo inferno», afferma Pietrasanta, sintetizzando la speranza condivisa da chi, ormai da giorni, combatte senza tregua contro un incendio che ha trasformato centinaia di ettari di bosco in un paesaggio annerito e continua a rappresentare una delle più gravi emergenze ambientali vissute negli ultimi anni dalla Valsesia.
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