CronacaFuori zona
Spara alla moglie ricoverata e si toglie la vita: tragedia in ospedale
Il dramma si è consumato in una struttura sanitaria nella zona del Lago Maggiore. Probabilmente l’uomo ha voluto mettere fine alle sofferenze della donna.
Un uomo di 85 anni ha ucciso la moglie ricoverata in una struttura sanitaria di Cunardo, centro a pochi chilometri dalla sponda lombarda del Lago Maggiore, e si è poi tolto la vita. La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri, sabato 25 luglio, intorno alle 16, all’interno della residenza “Le Terrazze”. L’anziano ha esploso un colpo di pistola contro la donna, ricoverata da alcuni mesi nell’area di lungo degenza, quindi si è sdraiato accanto al suo letto e ha rivolto l’arma contro sé stesso. Inutili i soccorsi del personale sanitario, che ha potuto soltanto constatare il decesso di entrambi.
La tragedia nella struttura sanitaria
L’uomo ha utilizzato una pistola di piccolo calibro regolarmente detenuta. Il dramma si è consumato in pochi istanti all’interno della stanza della paziente, lasciando sotto shock il personale della struttura e gli altri presenti.
Resta da accertare se, al momento degli spari, nella camera fossero presenti operatori sanitari, altri degenti o visitatori. Questo aspetto rientra tra gli elementi al vaglio degli investigatori impegnati nella ricostruzione dell’accaduto.
Le indagini dei carabinieri
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Luino e del nucleo investigativo del Comando provinciale di Varese, che hanno eseguito i rilievi scientifici e avviato gli accertamenti coordinati dalla procura della Repubblica di Varese.
Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando ogni dettaglio per ricostruire con precisione la sequenza dei fatti, anche se il quadro della vicenda appare già definito.
Il possibile movente
Secondo i primi accertamenti, il gesto è riconducibile alla disperazione dell’85enne per le gravi condizioni di salute della moglie, ricoverata da tempo nella struttura. La coppia risiedeva nella zona e, secondo quanto emerso finora, stava affrontando da mesi una situazione particolarmente difficile.
La comunità è rimasta profondamente colpita dalla tragedia, mentre proseguono gli accertamenti della magistratura per chiudere formalmente l’inchiesta e ricostruire ogni particolare dell’accaduto. Lo riporta La Prealpina.
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