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Suor Anna, un cammino di fede lungo 25 anni: «Le onde non cambiano il fondo»

A Romagnano la religiosa guida la primaria del Sacro Cuore. E ora ripercorre le tappe vissute tra Novara, scuola e vita comunitaria.

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Suor Anna Cerutti, direttrice della scuola primaria dell’istituto Sacro Cuore di Romagnano, ha raggiunto i 25 anni di professione religiosa. Un quarto di secolo vissuto al servizio della comunità e del Signore, che lei racconta con semplicità: «Ci sono arrivata quasi senza rendermene conto. All’inizio pensi sia un traguardo lontano, oggi invece non ci davo più tanta importanza finché non mi sono resa conto di esserci».

Per la religiosa è un anniversario significativo anche perché, avendo preso i voti a 24 anni, gli anni trascorsi da suora sono ormai più di quelli vissuti prima della scelta. Il cammino era iniziato circa trent’anni fa, quando aveva sentito la chiamata del Signore. Da allora si sono susseguite esperienze diverse, prima a Novara e poi a Romagnano, dove è arrivata 15 anni fa.

Le onde e il fondo del mare

«Questa scelta mi rende ancora felice, anche se è ovvio che un percorso così lungo non può essere senza problemi, intoppi o discussioni», racconta suor Anna. Le difficoltà, però, non hanno cancellato il senso della strada intrapresa. Per descrivere il modo in cui le affronta usa l’immagine del mare: «Le onde del mare mosso increspano la superficie ma lasciano intatto il fondo».

A Romagnano la scuola è diventata un luogo quotidiano di incontro, crescita e confronto con alunni e famiglie. Un incarico che richiede energie, attenzione e disponibilità, ma che conserva per lei un significato profondo. Nel bilancio di questi anni suor Anna non parla soltanto del proprio percorso religioso: riconosce il valore delle persone incontrate e dei legami costruiti nella comunità.

Una vocazione ancora in cammino

Il traguardo non le fa sentire di essere arrivata. «Speravo che dopo tutti questi anni sarei stata una suora migliore, più concentrata e organizzata, spiritualmente forte», ammette. Le tante cose da fare e «un’urgenza dietro l’altra» rendono difficile dare sempre il massimo. Eppure, gli obiettivi restano quelli di quando ha iniziato: rispondere alla chiamata e vivere di fede.

Suor Anna si dice fortunata per l’aiuto e la consolazione che sente arrivare nei momenti difficili, e per l’esempio delle altre religiose. Non sa cosa le riserverà il futuro, ma oggi affronta con maggiore serenità l’eventualità di un cambiamento. Ricorda la frase di una consorella che l’aveva rassicurata prima del trasferimento a Romagnano: «Ci sarà ben un tabernacolo anche lì». Un pensiero che continua ad accompagnarla.

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