Attualità
Varallo e Romagnano a Milano: 25 anni dopo, Linate continua a unire nel ricordo
Alla commemorazione per le 118 vittime anche i due paesi che persero Riccardo Poli e Lorenzo Pettinaroli nel disastro dell’8 ottobre 2001.
Anche Varallo e Romagnano Sesia hanno partecipato oggi, giovedì 8 ottobre, a Milano alle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario della tragedia aerea di Linate. Per le due comunità valsesiane e novaresi è una ricorrenza particolarmente dolorosa: tra le 118 persone morte quel giorno c’erano infatti Riccardo Poli di Varallo e Lorenzo Pettinaroli di Romagnano Sesia.
Il momento centrale della mattinata si è svolto alle 10 nella basilica di Sant’Ambrogio, dove l’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini ha presieduto la celebrazione eucaristica in suffragio delle vittime. Alla funzione hanno preso parte familiari, rappresentanti delle istituzioni e delle comunità colpite. Per la famiglia Poli erano presenti anche la sorella e la nipote di Riccardo.
Riccardo e Lorenzo, due vite spezzate quella mattina
Riccardo Poli aveva 40 anni ed era un imprenditore molto conosciuto a Varallo. Lorenzo Pettinaroli, invece, aveva appena 28 anni, viveva a Romagnano Sesia ed era un giovane manager di Ermenegildo Zegna. Entrambi erano su quel volo destinato a non lasciare mai Milano, trasformando una tragedia nazionale in un lutto che toccò direttamente anche il nostro territorio.
Il nome della famiglia Pettinaroli è rimasto inoltre profondamente legato alla memoria dell’incidente. Paolo Pettinaroli, padre di Lorenzo, fu tra i fondatori e primo presidente del Comitato 8 ottobre, nato dall’unione dei familiari delle vittime. Da quel dolore nacque un lungo impegno per la sicurezza nei trasporti, portato avanti negli anni attraverso iniziative, testimonianze e attività rivolte anche alle nuove generazioni.
Quel terribile 8 ottobre del 2001
Erano circa le 8.10 quando, nella fitta nebbia che avvolgeva l’aeroporto di Linate, un MD-87 della Sas diretto a Copenaghen entrò in collisione sulla pista con un piccolo Cessna. Il bilancio finale fu di 118 persone morte, il più grave incidente nella storia dello scalo milanese. L’aereo di linea, dopo l’urto, terminò la propria corsa contro un edificio aeroportuale.
Persero la vita tutte le 110 persone che si trovavano sull’MD-87, i quattro occupanti del Cessna e quattro dipendenti Sea. Un quarto di secolo non ha cancellato il peso di quella mattina, tanto che l’8 ottobre è oggi anche la Giornata nazionale “Per non dimenticare”, dedicata alle vittime degli incidenti nei trasporti.
L’unico superstite
Tra le 118 vittime del disastro di Linate, vi fu un solo sopravvissuto: Pasquale Padovano, operaio della Società Esercizi Aeroportuali (SEA) che lavorava nel reparto bagagli dell’aeroporto. Al momento dell’impatto, si trovava nell’edificio colpito dal MD‑87 e riportò ustioni gravissime su gran parte del corpo. Nonostante le condizioni disperate, Padovano riuscì a salvarsi, diventando l’unico testimone diretto della tragedia.
Venticinque anni di memoria e impegno
La commemorazione milanese non si è limitata alla messa. Al termine della celebrazione è stato proiettato un filmato dedicato ai venticinque anni di attività del Comitato 8 ottobre, costituito proprio dai familiari delle vittime. Il ricordo si è trasformato negli anni anche in un impegno concreto, soprattutto sul fronte della sicurezza aerea e dell’assistenza alle famiglie colpite dalle tragedie.
Da ricordare che Paolo Pettinaroli, padre di Lorenzo, è stato “anima” del Comitato 8 Ottobre, costituito per chiedere giustizia e verità sulla tragedia.
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