AttualitàSerravalle e Grignasco
Addio a suor Patrizia, il sorriso che ha conquistato tanti cuori: «Era buona con tutti»
Grignasco ha salutato la religiosa scomparsa a 90 anni. Una vita dedicata agli altri, dall’insegnamento ai bambini all’assistenza delle consorelle più anziane.
Grignasco e la comunità delle Sorelle della Carità hanno vissuto giorni di lutto per la scomparsa di suor Patrizia Tosi, morta a 90 anni domenica 4 ottobre. Originaria di Invorio, la religiosa ha trascorso gran parte della propria esistenza al servizio degli altri, lasciando un ricordo profondo nelle tante comunità in cui ha operato. Il suo sorriso, la disponibilità e la gentilezza sono rimasti impressi nel cuore di chi l’ha conosciuta.
Suor Patrizia aveva intrapreso il cammino religioso il 6 settembre 1958, entrando nel noviziato delle Sorelle della Carità. Da allora aveva dedicato quasi settant’anni della propria vita alla vocazione religiosa, prestando servizio in diverse località del territorio. Negli ultimi sei anni era tornata a Grignasco, dove aveva già vissuto negli anni Sessanta e dove era riuscita ancora una volta a conquistare l’affetto di tutti.
Una vita tra tante comunità e incontri
«Ha girato moltissimo – racconta suor Neelima del monastero di Grignasco -. Tra l’altro prima di arrivare in paese è stata a Bolladello, Novara, Prato Sesia, Romagnano. Era sempre gentile e davvero buona». Una lunga esperienza vissuta tra comunità differenti, nelle quali suor Patrizia ha lasciato il segno attraverso la sua generosità e un carattere aperto, capace di mettere a proprio agio le persone.
«Era già stata a Grignasco negli anni Sessanta ed ora era tornata da circa sei anni. Si è fatta sempre ben volere da tutti». Parole che raccontano il legame costruito dalla religiosa con il paese. Il suo modo semplice e affettuoso di avvicinarsi agli altri era una delle qualità maggiormente apprezzate, insieme alla capacità di dedicare attenzione anche ai piccoli gesti della vita quotidiana.
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Le attenzioni alle consorelle più anziane
Una parte importante del suo impegno era rivolta alle religiose anziane. Nella residenza San Vincenzo, suor Patrizia passava a salutare personalmente ogni ospite, assicurandosi che tutte stessero bene. «Scambiava qualche parola dimostrando sempre il suo carattere gioviale», ricorda suor Neelima. Un’abitudine fatta di incontri, sorrisi e attenzioni che contribuivano a rendere più serene le giornate delle consorelle.
Amava inoltre dedicarsi ai lavori manuali, in particolare alla maglia e all’uncinetto. Insieme ad altre sorelle realizzava piccole creazioni artigianali destinate alle missioni, trasformando una passione in un gesto concreto di solidarietà. Tra le sue occupazioni preferite c’erano anche la lettura e i momenti di preghiera condivisi con le religiose più anziane, alle quali riservava sempre tempo e disponibilità.
Il ricordo dei bambini diventati adulti
Nel corso della sua lunga vita religiosa, suor Patrizia aveva svolto anche il ruolo di insegnante nella scuola dell’infanzia. «So che aveva fatto la maestra all’asilo anni fa. Per lei era stata un’esperienza davvero speciale», racconta suor Neelima. Un’esperienza che aveva creato legami profondi con tanti bambini, oggi adulti, che conservano ancora il ricordo della sua dolcezza e delle attenzioni ricevute.
La preghiera rappresentava un altro punto fermo della sua esistenza. «La sua famiglia era molto credente – prosegue suor Neelima – e lei stessa era dedita alla preghiera per le comunità in cui prestava servizio e in generale per il mondo». Una fede profonda che ha accompagnato ogni fase della sua vita, diventando un sostegno prezioso anche quando sono cominciati i problemi di salute.
La fede anche negli ultimi momenti
Da qualche tempo suor Patrizia affrontava infatti una condizione di fragilità fisica, senza perdere la propria serenità spirituale. «In tutta questa esperienza di fragilità suor Patrizia ha sempre dimostrato una fede di roccia che ha preparato la sua vita al Signore il quale l’ha chiamata a ricevere il premio di fedeltà». Un esempio di forza interiore e fiducia nella fede che ha profondamente colpito le persone rimaste al suo fianco.
La religiosa si è spenta domenica 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco. Una data particolarmente significativa anche per la sua famiglia: esattamente cinque anni prima, nello stesso giorno, era morto il fratello, don Tosi. Una coincidenza che ha suscitato emozione tra le consorelle e i familiari, per i quali il legame fraterno ha assunto un significato ancora più profondo.
L’ultimo saluto e il ritorno a Invorio
Il rosario è stato celebrato martedì sera, mentre mercoledì mattina si sono svolti i funerali nella cappella del monastero di Grignasco, presieduti dal parroco don Marco Borghi. La comunità religiosa ha accompagnato suor Patrizia nell’ultimo saluto, ricordando una donna che aveva fatto della disponibilità, della preghiera e dell’amore per gli altri il centro della propria esistenza.
Al termine delle esequie, la salma è stata trasferita a Invorio, dove suor Patrizia riposa nella tomba di famiglia. A piangerla sono le Sorelle della Carità, la madre generale, il consiglio generalizio, suor Maria Florinda e Bianca, i nipoti con le rispettive famiglie e le tante persone che hanno incrociato il suo cammino. Di lei rimane soprattutto il ricordo di una presenza buona e discreta, capace di portare un sorriso ovunque fosse chiamata a prestare servizio.
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