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Export, il tessile novarese vola e la rubinetteria valsesiana tiene: la ripresa è partita

Nel secondo trimestre si rilanciano le vendite all’estero. Cresce il peso dei mercati europei, mentre gli Stati Uniti perdono terreno.

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Le esportazioni delle province di Novara e Vercelli tornano a crescere nel secondo trimestre del 2026, dopo un avvio d’anno in salita. Tra gennaio e marzo il bilancio era stato negativo per il 2,1%, ma tra aprile e giugno le vendite oltreconfine sono aumentate del 5,4%. Il recupero porta il saldo del semestre a +1,7%, pur con differenze significative tra comparti e territori.

Per l’industria manifatturiera delle due province il valore delle merci esportate nei primi sei mesi raggiunge 5,3 miliardi di euro, il 2,7% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A sostenere il risultato sono soprattutto due filiere storiche dell’economia locale: tessile e abbigliamento da una parte, rubinetteria e valvolame dall’altra. Settori che mostrano però velocità di crescita differenti.

Il tessile novarese sorprende: esportazioni cresciute del 20%

È il tessile-abbigliamento a regalare il risultato più vistoso alla provincia di Novara. Nel secondo trimestre le esportazioni del settore sono salite del 19,2%, contribuendo a un incremento del 20,4% sull’intero semestre. Un balzo in controtendenza rispetto al dato nazionale, che per lo stesso comparto segna invece una flessione dello 0,7%. Il dato complessivo di tessile, abbigliamento e pelli delle due province è +8,6%.

La spinta novarese arriva soprattutto dall’Europa: Francia e Spagna fanno segnare rispettivamente +41% e +40,9%, seguite da Austria (+40,5%) e Paesi Bassi (+22,7%). Nel Vercellese il recupero è più lento: dopo il calo iniziale il secondo trimestre torna positivo, con un +1,2%, ma i primi sei mesi restano a -1,1%. Crescono le vendite verso Cina, Corea del Sud, Giappone e Hong Kong, oltre che verso la Germania.

Rubinetti e valvole, la Valsesia continua a tenere

L’altro termometro dell’economia tra Cusio e Valsesia è l’industria dei rubinetti e delle valvole. In un contesto in cui il comparto più ampio dei macchinari perde il 4,9%, la rubinetteria riesce invece a guadagnare l’1,8%. In provincia di Novara il secondo trimestre segna +3,8% e il primo semestre si chiude a +2%, confermando una tenuta delle vendite nonostante le difficoltà di altri settori meccanici.

Per la provincia di Vercelli il bilancio dei rubinetti rimane positivo, ma senza l’accelerazione novarese. Al +6,6% del primo trimestre è seguito un -3,9% nel secondo: il risultato complessivo dei sei mesi resta a +1,1%. Tra le destinazioni in maggiore crescita figurano Paesi Bassi (+58,8%), Stati Uniti (+22,6%), Germania (+16,3%), Svezia (+13,6%) e Arabia Saudita (+11,6%).

L’Europa traina le vendite, gli Usa arretrano

La geografia dell’export conferma il peso crescente del mercato comunitario. Le vendite delle due province verso i Paesi dell’Unione europea aumentano dell’8,6% e arrivano a 3,4 miliardi di euro, pari al 64% del totale. L’Unione europea assorbe quasi due terzi delle vendite. Fuori dall’Unione, invece, si registra una contrazione del 6,3%, con un valore delle spedizioni pari a 1,9 miliardi.

A pesare sul dato extraeuropeo sono anche le flessioni degli Stati Uniti (-8,4%) e della Svizzera (-2,9%) nell’insieme delle esportazioni. Francia e Germania rimangono i primi due mercati di destinazione, mentre la Spagna sale al terzo posto davanti agli Usa. L’Austria mette a segno un aumento del 73,2% nel semestre: un segnale di come le imprese stiano ridefinendo i propri sbocchi commerciali.

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