Seguici su

AttualitàVarallo e alta Valsesia

Varallo ritrova il suo capolavoro: la parete gaudenziana pronta a tornare visibile

Il cantiere nella chiesa della Madonna delle Grazie è alle battute finali. Eraldo Botta visita l’opera e ringrazia i protagonisti del recupero.

Pubblicato

il

Il restauro della parete gaudenziana nella chiesa della Madonna delle Grazie a Varallo è ormai vicino alla conclusione e l’opera tornerà visibile entro la fine del 2026. Giovedì il consigliere comunale ed ex sindaco Eraldo Botta ha visitato il cantiere per osservare da vicino i risultati dell’intervento. Un momento particolarmente atteso per il patrimonio artistico valsesiano, che si prepara a ritrovare uno dei suoi capolavori più importanti.

«Un intervento straordinario, che lascia senza fiato», è il commento di Botta dopo il sopralluogo. La monumentale parete, tra le testimonianze più preziose dell’arte del Cinquecento, è stata oggetto di un lungo e delicato lavoro di recupero. La conclusione del restauro rappresenta un traguardo significativo, non soltanto per la città di Varallo, ma per tutti gli appassionati di storia dell’arte.

Un anno di lavori e una grande collaborazione

Dietro il recupero dell’opera c’è un impegno che ha coinvolto numerosi professionisti e istituzioni. Botta sottolinea soprattutto il ruolo fondamentale svolto dalla Soprintendenza, impegnata sia nel reperimento delle risorse ministeriali sia nella supervisione delle operazioni. Un ringraziamento particolare va a Beatrice Bentivoglio, già soprintendente per il territorio, e all’attuale soprintendente Federico Barello.

Il consigliere li definisce «straordinari dirigenti del lavoro di squadra che ne è seguito». La riconoscenza si estende a tutti coloro che sono intervenuti direttamente sull’opera, a cominciare da Benedetta Brison, incontrata più volte durante i lavori. Un’impresa resa possibile dall’esperienza di numerosi specialisti, che hanno operato su una delle più importanti testimonianze artistiche conservate in Valsesia.
LEGGI ANCHE: Varallo restaura la cappella Scarognino alla Madonna delle Grazie

Le suore hanno condiviso la loro casa con i restauratori

C’è anche un aspetto umano dietro l’intervento, legato all’accoglienza garantita dalle suore della Madonna delle Grazie. Per oltre un anno la comunità religiosa ha convissuto con il cantiere e con il personale impegnato nelle operazioni. Una disponibilità preziosa per il buon andamento dei lavori, che Botta ha voluto ricordare espressamente nel suo intervento di ringraziamento.

Le religiose, osserva il consigliere, hanno condiviso la «loro casa» con i professionisti del restauro, contribuendo alla riuscita dell’iniziativa. Un altro riconoscimento va al vescovo Franco Giulio Brambilla, da tempo attento al valore della parete gaudenziana. Al capolavoro il vescovo ha dedicato anche una pubblicazione, che secondo Botta potrebbe essere aggiornata alla luce dei risultati dell’intervento.

Non soltanto la parete: Varallo possiede un patrimonio straordinario

La prossima riapertura alla vista del pubblico offre anche l’occasione per riflettere sulla ricchezza culturale della città. Dal Sacro Monte alla Pinacoteca, passando per i numerosi musei, Varallo conserva testimonianze artistiche e storiche di eccezionale importanza. Un patrimonio che richiede attenzione e investimenti costanti, perché possa continuare a essere conosciuto e apprezzato anche dalle generazioni future.

Botta cita inoltre il rinnovato Museo ferroviario valsesiano, restituito alla città nei locali della stazione. «Innamorarsi di Varallo, quando ci si siede ad ammirare opere di questo valore, è naturale», afferma il consigliere. Ma all’ammirazione deve accompagnarsi l’impegno concreto: la conservazione delle bellezze cittadine è una responsabilità collettiva. «Battersi perché vengano preservate è un dovere verso le nuove generazioni».

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Contenuti sponsorizzati

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *