AttualitàVarallo e alta Valsesia
Varallo saluta Mario Soster: oggi l’ultimo abbraccio dell’intera Valsesia
Alle 10 i funerali nella collegiata di San Gaudenzio. Attesi i vertici del Cai e tanti amici della montagna. Ieri sera il rosario.
Questa mattina, sabato 31 ottobre, alle 10, nella collegiata di San Gaudenzio a Varallo, si celebrano i funerali di Mario Soster, scomparso nei giorni scorsi. Un ultimo saluto che riunirà il mondo della montagna valsesiana, profondamente colpito dalla perdita di uno dei suoi più grandi conoscitori. Botanico autodidatta, alpinista e fotografo naturalista, Soster aveva dedicato la propria vita alla scoperta e alla valorizzazione del territorio.
Alla cerimonia sono attesi i vertici del Cai, associazione alla quale era stato legato per decenni e della cui sezione di Varallo aveva ricoperto più volte la presidenza. Saranno presenti anche rappresentanti delle numerose realtà che operano in montagna, insieme ad amici, conoscenti e cittadini. L’uomo lascia ascia la moglie Maria Enza, i figli Walter e Katya, i nipoti Giacomo e Rebecca e il fratello Gian Pietro, oltre ad altri parenti. Un’intera comunità si stringerà attorno alla famiglia, per ricordare una persona che ha lasciato un’impronta profonda nella storia della Valsesia.
Già tante persone al rosario di ieri sera
Il grande affetto che circondava Mario Soster è emerso già nella serata di ieri, quando numerose persone si sono ritrovate nella stessa collegiata per la recita del rosario. Una partecipazione particolarmente sentita e numerosa, testimonianza della stima di cui godeva e dei rapporti costruiti nel corso di una vita trascorsa tra impegni associativi, studi naturalistici e frequentazione delle montagne.
Per tanti valsesiani Soster non era soltanto un esperto di flora alpina o un autore di libri e fotografie, ma una presenza familiare, legata a iniziative e progetti che hanno accompagnato la vita del territorio. Il suo nome era diventato sinonimo di conoscenza e passione, grazie a una curiosità instancabile e alla capacità di osservare anche gli aspetti meno evidenti dell’ambiente montano.
Una vita dedicata al Cai e alla natura
Nato nel 1938 a Lusiana, sull’altopiano di Asiago, Soster era arrivato a Varallo con la famiglia nel 1947. Aveva conosciuto la montagna fin da ragazzo, lavorando anche negli alpeggi dell’alta valle. Entrato nel Gruppo Camosci del Cai nel 1970, aveva poi assunto importanti responsabilità associative. Fu presidente della sezione varallese dal 1985 al 1988 e dal 1991 al 1997, contribuendo a iniziative che hanno segnato la storia del sodalizio.
Tra i progetti ai quali aveva dato un contributo fondamentale figurano il rifugio Carestia in Val Vogna e il Museo Carestia-Tirozzo di Fobello. Aveva inoltre partecipato alla nascita del Parco naturale dell’Alta Valsesia, impegnandosi successivamente nella sua gestione. Alla sua passione per la botanica si deve anche il giardino dell’Alpe Fum Bitz, sopra Alagna, dedicato alla conoscenza e alla tutela delle specie vegetali alpine.
Una grande eredità per le generazioni future
La sua instancabile attività di fotografo e studioso ha lasciato un patrimonio di immagini, ricerche e pubblicazioni dedicate alla Valsesia. Dai fiori più rari agli alpeggi, dalle montagne ai paesaggi che cambiano con le stagioni, Soster aveva saputo raccontare la bellezza del territorio attraverso uno sguardo attento ai dettagli e profondamente rispettoso dell’ambiente. Un lavoro proseguito per decenni, senza perdere entusiasmo.
Oggi, nella collegiata di San Gaudenzio, saranno soprattutto gli affetti e i ricordi a dare significato all’ultimo saluto. La presenza annunciata di tante persone legate alla montagna racconta quanto fosse importante il suo contributo alla comunità. Mario Soster lascia un’eredità che continuerà a vivere nei libri, nelle fotografie, nei luoghi che ha contribuito a valorizzare e in tutti coloro che hanno imparato ad amare la Valsesia anche attraverso il suo lavoro.
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