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Al funerale di Giovanni tanti ricordi e il “grazie” di chi aveva aiutato

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A Pratrivero una folla di amici per l’ultimo addio al fondatore di Mani tese

Anche la comunità tamil ha voluto far leggere in chiesa un messaggio di ringraziamento per quello che ha fatto per loro. Giovanni Nicola, fondatore di Mani tese Pratrivero, è stato sepolto la scorsa settimana nel cimitero della frazione dove ha vissuto per tutta la vita. E nel momento dell’ultimo saluto sono stati tanti coloro che hanno voluto dire qualcosa: amici, parenti e compagni di viaggio in un percorso di solidarietà che per Nicola era iniziato a metà degli anni ’60 e che è proseguito senza interruzione fino all’anno scorso.

Per esempio, alle esequie erano presenti parecchi vietnamiti: fu infatti lui il principale punto di riferimento quando i primi profughi del Sud di quel lontano Paese dell’Est arrivarono a Trivero nel 1979, in fuga dal regime instaurato dal Vietnam del Nord. Non a caso, il primo vietnamita che nacque in paese fu chiamato Giovanni, in segno di gratitudine verso la persona che era stata il loro punto di riferimento in quei momenti difficili.

 

Toccanti anche le parole del parroco don Claudio Maggia: «Ricordo che quando Giovanni veniva a prendere la comunione al termine della messa, e gli lasciavo l’ostia nelle mani, mi capitava spesso di notare che erano mani ruvide, mani di uno che lavora. E pensavo: Gesù in quelle mani si troverà sicuramente bene».

«Era una guida per tutti, ma una guida di quelle che non salgono mai in cattedra – è stato ricordato da Roberto Dalle Nogare, al suo fianco fin dalla metà degli anni Sessanta -: si faceva seguire per l’esempio che dava, anche i giovani lo stimavano».
«Sarà molto difficile adesso andare avanti senza di te» ha aggiunto Maria Facciotto, attuale presidente di Mani tese. E anche il sindaco Massimo Biasetti ha voluto ringraziarlo a nome di tutta la cittadinanza per quello che ha fatto e per l’esempio che ha dato.

Al termine della celebrazione si è intonato il canto “Signore delle cime” per salutarlo, in ricordo della passione per le camminate in montagna che Nicola aveva avuto fin da giovanissimo. Ora “Giovanni di Mani tese” riposa nella tomba di famiglia, nel cimitero di Pratrivero. Aveva 71 anni.

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