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Allarme baby molestatore al Parco Magni di Borgosesia: ma non è vero

Il post di una mamma scatena dubbi e insinuazioni sui socia: ora il Comune rassicura.

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Allarme baby molestatore al Parco Magni di Borgosesia: ma non è vero. Il post di una mamma scatena dubbi e insinuazioni sui socia: ora il Comune rassicura.

Allarme baby molestatore al Parco Magni di Borgosesia: ma non è vero

Un invito equivocato, un post su Facebook. E parte l’allarme: a Borgosesia c’è un 11enne che attira le ragazzine in posti nascosti, e chissà per fare che cosa. In realtà, nulla di grave. Giochi di ragazzi, ma innocenti. A rassicurare tutti è l’assessore Eleonora Guida, che spiega che «il Parco Magni di Borgosesia è un contesto assolutamente sicuro e presidiato, dove si possono tranquillamente portare i propri figli e nipoti a giocare senza alcun timore».

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Il post che ha lanciato l’allarme

La preoccupazione è scaturita dal post di una mamma, che nei giorni scorsi metteva in guardia genitori e nonni della città: “Fate attenzione quando siete al Parco…- scriveva la donna – gira un ragazzino con uno skateboard che con la scusa di insegnare alle bambine ad usarlo, chiede loro di andare «in posti dove nessuno ci può vedere». Non perdete i vostri figli di vista”.

La verifica dell’assessore

Una segnalazione che ha allarmato anche l’Assessore Guida, che subito si è attivata per comprendere cosa fosse successo: «Ho invitato in Comune la segnalatrice, gli assistenti sociali, i gestori del parco ed il Comandante della Polizia Municipale – spiega Eleonora Guida – per valutare tutti gli aspetti della vicenda e prendere eventualmente contromisure. L’incontro ha fatto emergere una realtà diversa da quella che si era profilata inizialmente: a mente fredda, la mamma ha valutato gli eventi in altro modo, dicendo di aver ingigantito l’episodio, che in realtà non aveva la connotazione che poteva apparire dal post».

Ma cosa è successo?

Due bambine di circa 10 anni che giocavano sono state invitate da un ragazzino coetaneo a spostarsi in un’area meno frequentata dai passanti per poter provare lo skateboard, un invito probabilmente frainteso dalle ragazzine e conseguentemente anche dalle mamme: «La signora, durante il colloquio, ha valutato di essersi preoccupata più del dovuto – dice ancora l’Assessore Guida – il suo atteggiamento è del tutto comprensibile, visti tanti fatti che accadono nel mondo e ci vengono quotidianamente raccontati dalle cronache, ma voglio assolutamente tranquillizzare tutti: il ragazzino è stato identificato dagli assistenti sociali, che si preoccuperanno di spiegargli che occorre ponderare bene le proprie azioni, perché certi atteggiamenti possono essere mal interpretati e generare situazioni complicate come quella che si è venuta a creare».

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