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Gli artigiani lavorano fino al 28 luglio solo per pagare le tasse

Indagine-choc della Cna nazionale: il nostro territorio è al terzultimo posto tra quelli più vessati dalla fiscalità.

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Gli artigiani lavorano fino al 28 luglio solo per pagare le tasse. Indagine-choc della Cna nazionale: il nostro territorio è al terzultimo posto tra quelli più vessati dalla fiscalità.

Gli artigiani lavorano fino al 28 luglio solo per pagare le tasse

È la provincia di Vercelli a far registrare uno dei dati più critici dell’intero panorama nazionale: nel 2024 il “total tax rate” per le imprese artigianali si è attestato al 56,8 per cento, collocando il territorio al 112mo posto su 114 capoluoghi di provincia analizzati. In pratica, un’impresa-tipo ha lavorato 208 giorni all’anno solo per pagare le imposte, contro 158 giorni destinati alla produzione e al reddito.

Il dato emerge dal settimo Osservatorio sulla tassazione delle piccole imprese “Comune che vai fisco che trovi”, presentato oggi a Roma nella sede di Cna nazionale. Lo studio fotografa una situazione che, pur registrando un lieve miglioramento medio a livello nazionale (52,3 per cento contro il 52,8 del 2023), continua a mostrare forti squilibri territoriali.

La situazione in Piemonte

E proprio il Piemonte evidenzia divari marcati. Se da un lato Cuneo si conferma terza in Italia con un total tax rate del 48,8 per cento (vale a dire 187 giorni per produrre e 179 per il fisco), dall’altro Vercelli si trova in fondo alla graduatoria, preceduta solo da poche realtà del Sud. Ancora peggio fa di poco Biella, 111ma con il 56,7 per cento e anch’essa costretta a destinare 208 giorni alle imposte.

Nel dettaglio, il “tax free day” – il giorno simbolico in cui si smette di lavorare per il fisco – a Vercelli e Biella cade il 26 luglio. A Torino si arriva al 15 luglio, a Novara l’8 luglio, ad Alessandria il 7 luglio e ad Asti il 3 luglio. Un quadro che vede tutte le province piemontesi sopra la soglia del 50 per cento, con una media regionale attorno al 52.

Solo dieci Comuni sotto il 50 per cento di “tax rate”

A livello nazionale, solo dieci Comuni su 114 scendono sotto il 50 per cento. In testa alla classifica si conferma Bolzano con il 46,3 per cento, mentre in coda si trova Agrigento con il 57,4 per cento. La distanza tra il territorio più “leggero” e quello più gravoso resta di 11 punti percentuali.

Per le piccole imprese piemontesi – laboratorio artigiano di 350 metri quadrati e negozio di 175 come modello di riferimento – significa lavorare oltre metà dell’anno per onorare il carico fiscale. Un peso che, secondo Cna, continua a frenare investimenti e sviluppo.

La protesta degli artigiani

«I dati ci dicono che le imprese piemontesi lavorano più per il fisco che per sé stesse – dichiara il presidente regionale di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio –. In quasi tutte le province oltre il 50 per cento dei giorni lavorativi annui viene assorbito dalle tasse. È un paradosso che mette in difficoltà chi vuole crescere, innovare e investire sul futuro. Non è accettabile che i nostri artigiani e piccoli imprenditori debbano destinare più tempo allo Stato che al proprio lavoro».

Sulla stessa linea il segretario regionale Delio Zanzottera: «Il Piemonte è un esempio chiaro di come la tassazione eccessiva incida sul tessuto produttivo. Tra Cuneo, dove il fisco assorbe meno della metà del reddito, e Biella e Vercelli, dove arriva a superare il 56 per cento, ci sono 8 punti di differenza che si traducono in settimane di lavoro regalate al fisco. Occorre una riforma che non solo alleggerisca il peso, ma che elimini queste disparità ingiustificate tra territori».

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