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Autobus che viaggia su rotaia: un’idea per la Novara-Varallo

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Autobus che viaggia su rotaie: un’idea per un trasporto a costi contenuti tra Varallo e Novara.

Autobus che viaggia su rotaie

Un’idea nuova per la tratta Varallo-Novara, rimasta da anni senza ferrovia: un treno-bus per facilitare la decisione di ripristinare il servizio. E’ la proposta del varallese Giovanni Capelli, particolarmente attento alle necessità del territorio. «L’idea – spiega – è quella di pensare ad un servizio a costi contenuti quale potrebbe essere una specie di autobus che viaggia su rotaie anziché su strada. Immaginiamoci una linea senza personale alle stazioni intermedie, con solo due addetti a bordo, il macchinista e il controllore-cassiere, che fanno il servizio come quello di un autobus. Tipo di servizio che le Ferrovie potrebbero gestire in proprio oppure appaltare a privati. Più semplice di così».

Il treno storico

Intanto si avvicina la data del primo treno storico 2022 che percorrerà l’antica ferrovia della Valsesia. Il calendario, concordato con la Fondazione Ferrovie dello Stato, prevede i viaggi nelle giornate di domenica 27 marzo, 24 aprile, 12 giugno, 18 settembre, 9 ottobre e 11 dicembre. Prosegue così il progetto avviato nel 2015 che tanto interesse ha suscitato e suscita tra gli appassionati dei rotabili storici, i quali dopo aver percorso la “Ferrovia della Valsesia”, al loro arrivo in città possono trascorrere piacevoli momenti di scoperta delle ricchezze storico-artistiche presenti, prima fra tutte il Sacro Monte, patrimonio Unesco. Per le prenotazioni contattare gli Amici del Museo Ferroviario: telefono 338.92.52.791; mail: museofervals@gmail.com.

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3 Commenti

1 Commento

  1. Annibale

    30 Marzo 2022 at 12:58

    Quando la linea era ancora attiva, le stazioni intermedie erano già pochissime e man mano tutte relegate a ruolo di fermata. Il problema economico non è stato generato dal (pochissimo) personale che operava nelle (pochissime) stazioni aperte. Il problema è avere il coraggio fare l’investimento necessario alla completa elettrificazione e trasformazione della tratta, esattamente come sta avvenendo nel biellese. Eliminare passaggi a livello ormai inutili, trasformare in sottopassaggi automobilistici quelli necessari, recuperare tutte le fermate lungo la tratta che erano già state eliminate anni fa. Allora si può parlare di trasformazione in “autobus su rotaia”, che poi era quello che già la linea era quando la percorrevano le littorine a gasolio. Dagli Anni 50 in poi il territorio regionale e in generale a livello nazionale, ha subito un progressivo impoverimento delle tratte ferrate, a vantaggio (non certo economico) del trasporto su gomma. Che resta comunque importante, perchè esattamente come per il trasporto delle merci, il cosiddetto “ultimo miglio” deve obbligatoriamente e logicamente essere fatto su gomma.
    Ci vuole più coraggio da parte delle amministrazioni locali e regionali per richiedere il ripristino delle linee ferroviarie.

  2. Elio Parigi

    30 Marzo 2022 at 16:27

    Egregio Giovanni Capelli,
    Questa idea esiste già da tanto tempo. Al punto che in Francia c’è un progetto europeo – ancora migliore di quello da Lei proposto – in corso di realizzazione per il 2025.
    So che tale struttura è felicissima di poter collaborare alla realizzazione di un “bus/navetta su rotaia” con dei costi nettamente inferiori a qualsiasi altra attuale soluzione.
    Il servizio, totalmente ecologico, prevedrebbe una navetta ogni ora da Novara a Varallo e viceversa in circa 60 minuti incluse una ventina di fermate.
    Si potrebbe cosi avere le corrispondenze a Novara con tutti i treni I.C. Milano/Torino (18 al giorno) e portare gli studenti in orario per le lezioni.
    Resto a disposizione per presentare questo progetto a persone e strutture atte a prendere reali decisioni in merito.

  3. Silvio

    2 Aprile 2022 at 10:01

    Premesso che le competenze sono esclusivamente regionali, il problema non è tecnico ma politico/elettorale.
    Ci sono ampi margini di manovra per riattivare il servizio ferroviario.
    Si consideri solo che da Varallo partono più di venti corse al giorno di bus per Novara, MILANO, TORINO e VERCELLI , con molti doppioni , che potrebbero essere sostituite anche in toto dal treno in modo più veloce e comodo .
    E’ evidente che la cosa non interessa o peggio non vuol essere affrontata dalla regione Piemonte perché bisognerebbe tagliare sui Bus ,cosa che non piacerebbe ai titolari che in questo marasma ci sguazzano , riconoscenti con i vari politicanti .
    C’è poi la totale non-volontà di rilanciare il servizio su ferro : si pensi solo ai 240 milioni di esenzione del bollo sui Diesel e alla rinuncia alle accise sulla benzina decisi dalla amministrazione Cirio.
    Si pensi alla Masserano-Ghemme che costerà più di 15 milioni/km (214 milioni /14 km) : serviva proprio una superstrada a quattro corsie o non bastava una cosa più economica?
    Spicca poi l’assenza dei vari Tiramani (deputato e sindaco) Dago (consigliere regionale),Botta (presidente della provincia e sindaco (che per farsi eleggere cinque anni fa promise il direttissimo per Milano) a fronte di un evidente interesse della popolazione ( ad oggi in 1912 hanno firmato la petizione su change.org , rivolta al ministero in modo fuorviante)
    Serve uno studio di fattibilità. ma l’amministrazione Botta che, per ricevere il cardinale Pinzaballa , ha speso più di sedicimila euro per coprire i binari con una piattaforma in legno ,che adesso sta marcendo ,
    non trova quattro soldi per commissionarlo.

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